Vuoti di memoria? Un bel disegno e passa la paura

Vuoti di memoria? Un bel disegno e passa la paura



LI RICONOSCIAMO subito. Vagano per gli scaffali del supermercato fissando intensamente tutti i prodotti sperando che la vista di un etichetta faccia scattare qualcosa. Sono quelli che si sono scordati la lista della spesa. Li guardiamo con compassione, consapevoli che la stessa sorte potrebbe capitare a noi. Anche solo domani. Ma esiste un modo per ovviare al vuoto di memoria: basta disegnare. Secondo uno studio non serve essere artisti, basta uno schizzo, anche fatto male, per memorizzare le informazioni da ricordare.

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• DISEGNARE PER MEMORIZZARE
Ricerche precedenti avevano già sottolineato che disegnare è molto più efficace di altre tecniche. E non funziona solo per gli oggetti, rappresentare concetti e pensieri astratti ha lo stesso effetto.

Disegnare può aiutare tutti noi a ricordare meglio e più in fretta, ma secondo i ricercatori dell’Università di Waterloo in Canada, prendere in mano carta e penna e cominciare a scarabocchiare la prima cosa che passa per la testa può migliorare la salute generale della memoria e contrastarne il naturale peggioramento causato dall’invecchiamento. “Abbiamo trovato che disegnare migliora la memoria negli anziani più di altre tecniche più diffuse” afferma Melissa Meade, una delle autrici della ricerca.

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• LA RICERCA
I ricercatori hanno messo alla prova 48 individui, metà di loro aveva circa 20 anni, il resto intorno agli 80. Ogni volta che ai soggetti veniva mostrata una lista di parole dovevano trascriverla, scrivere un attributo fisico tipico della parola o disegnarne una rappresentazione. Dopo una breve pausa ai volontari veniva domandato quali parole della lista ricordassero. Tutti, sia anziani che giovani, ricordavano meglio quelle che avevano disegnato. Nonostante i soggetti più giovani ricordassero meglio le parole in generale, i risultati hanno mostrato che disegnare diminuisce le differenze, tipiche dell’età, tra i due gruppi.

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• TUTTE LE AREE DEL CERVELLO COINVOLTE
“Disegnare è un’azione così semplice che può essere fatta in qualunque momento della giornata – afferma Meade in un’intervista all’HuffPost – per esempio disegnare la lista della spesa o quello che si ha intenzione di cucinare la sera può aiutarci a ricordare molto meglio”.  I ricercatori pensano che questo accada perché l’azione di rappresentare graficamente una parola ci spinge a ragionare su quale sia il significato del termine, sugli aspetti che lo caratterizzano e la rendono unica. Inoltre siamo costretti anche a immaginarla nello spazio. L’azione di disegnare poi attiva la corteccia motoria oltre a quella visiva.

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• DEMENZE & CO.
Nonostante i risultati ottenuti rappresentino solo l’inizio della ricerca, gli autori sperano di poter sviluppare nuove metodologie nel trattamento di pazienti che soffrono di demenza e patologie neurodegenerative. Le zone del cervello necessarie a processare uno stimolo visivo presentano minor degenerazione rispetto a quelle dedicate a processare informazioni verbali. “Questi risultati sono molto incoraggianti, stiamo cercando modi per utilizzare queste scoperte e aiutare le persone con demenza, che vanno incontro a un rapido declino della memoria e delle capacità di linguaggio” conclude la ricercatrice.