Virus di Wuhan, la trasmissione all'uomo dai serpenti

Virus di Wuhan, la trasmissione all’uomo dai serpenti


IL VIRUS cinese 2019-nCoV è passato dai pipistrelli ai serpenti, quindi all’uomo. I risultati della mappa genetica, diffusi sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi, ricostruiscono la trasmissione del coronavirus individuato per la prima volta a Wuhan, nel sud-est della Cina, a dicembre.

Sulla base delle attuali conoscenze, fa sapere la National Health Commission cinese, il periodo di incubazione del nuovo coronavirus sarebbe di 14 giorni. Fino ad oggi sono 25 le persone che hanno perso la vita per il virus mentre i casi di contagio sono 616. Secondo quanto riferito dalla Commissione Nazionale per la Sanità cinese, il virus ha colpito in 25 provincie cinesi e in 13 sono stati registrati complessivamente 393 casi sospetti. Al momento sono stati rintracciati 5.897 contatti stretti, 4.928 dei quali sono ancora sottoposti a esami medici.

La ricerca che ha permesso di individuare la trasmissione del virus dai rettili all’uomo è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti. Come è accaduto in passato con i virus dell’influenza aviaria e con la Sars, anche questa volta l’indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto agli animali allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli.

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“I risultati della nostra analisi evoluzionistica suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV”, scrivono i ricercatori. Le analisi genetiche aggiungono così una tessera fondamentale al mosaico della composizione genetica del virus, nel quale finora era chiaramente riconoscibile solo la sequenza della parte di virus ereditata dai pipistrelli e identificata fin dall’inizio come appartenente alla famiglia dei coronavirus, la stessa che comprende il virus della Sars, comparso nel 2002, e della Mers, del 2015; restava da risolvere il mistero della provenienza dell’altra metà del virus.

Adesso è chiaro che il virus 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Ricombinandosi geneticamente nei serpenti, quindi, il nuovo virus ha fatto il cosiddetto ‘salto di specie’, acquisendo nuovi recettori che gli permettono di legarsi alle cellule del sistema respiratorio umano. “Le nuove informazioni ottenute dalla nostra analisi evoluzionistica – rilevano i ricercatori – sono molto importanti per il controllo dell’epidemia causata dalla polmonite indotta dal virus 2019-nCoV”.


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Carlo Verdelli
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