Tumore del colon-retto, perché in Italia i giovani si ammalano di meno?

Tumore del colon-retto, perché in Italia i giovani si ammalano di meno?


GIOVANI europei sempre più colpiti dal tumore del colon-retto. È quanto emerge da un’indagine pubblicata sulla rivista Gut, che ha analizzato i tassi di incidenza di questo tipo di neoplasia negli ultimi 30 anni. Secondo i risultati dello studio, infatti, il tumore del colon-retto sta colpendo sempre di più i giovani adulti, specialmente nella fascia d’età dei 20-29 anni.

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In rapida ascesa

“Questo dato era già noto da alcuni anni per la popolazione statunitense e lo studio sembra evidenziare un analogo andamento anche nelle popolazioni europee”, spiega Giordano Beretta, presidente eletto Aiom e Responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Un’evidenza che ha già spinto l’American Cancer Society a raccomandare di portare l’età dello screening a 45 anni invece che 50 nella popolazione degli Stati Uniti, e che, come concludono gli autori di questa ricerca, potrebbe riguardare in futuro anche l’Europa, se questi numeri persistono.

“Lo studio stesso – continua Beretta – non riesce a stabilire le reali cause di questo fenomeno ma ipotizza un ruolo, molto probabile, dell’obesità, della sedentarietà e dell’abuso alcoolico. Il ruolo di questi aspetti particolari degli stili di vita era già noto da tempo come un fattore favorente la comparsa di patologie oncologiche, verosimilmente attraverso la cosiddetta sindrome metabolica in cui si osservano un aumento dell’insulinemia e una condizione favorente gli aspetti infiammatori, entrambi fattori noti come agenti promuoventi i lo sviluppo delle cellule cancerogene”.
 

I risultai dello studio

I ricercatori hanno raccolto le informazioni di oltre 140 milioni di persone per la fascia d’età 20-49 anni, analizzando i dati di incidenza e morte per il tumore del colon-retto tra gli anni ’90 e il 2016, basandosi sui registri nazionali e regionali di 20 Paesi, tra cui Germania, Francia, Svezia, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia, Groenlandia, Slovenia, Finlandia, Danimarca. Dalle analisi condotte emerge come quasi 188mila persone abbiano ricevuto la diagnosi di tumore del colon-retto, e l’incidenza nei giovani adulti è in generale in rapida crescita negli ultimi anni: dal 1990 al 2016 è passata da 0,8 a 2,3 casi per 100mila abitanti nella fascia d’età 20-29 anni, con un aumento più marcato (+ 7,4% all’anno) già a partire dal 2004, sebbene il numero di morti per questa malattia sia rimasto costante negli anni. Per il gruppo di età compresa fra 30 e 39 anni, l’incidenza è sì aumentata, ma più lentamente rispetto alla fascia di età più giovane, con un incremento medio del 4,9% all’anno dal 2005 al 2016, così come risultano diminuiti dell’1% i decessi nell’intero periodo analizzato. Un po’ diverso è invece l’andamento per la fascia 40-49 anni, che ha visto un piccolo calo (-0,8%) nell’incidenza del tumore il 1990 e il 2004, seguito poi da un leggero aumento, dell’1,6% all’anno dal 2004 al 2016, benché sia questa la fascia d’età tra tutte e tre quella in cui si è registrata la maggiore diminuzione di casi di morte per malattia (-2,4%).

I casi di tumore tra i giovani adulti, specialmente di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono aumentati per lo più in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Norvegia, Svezia, Finlandia, Irlanda, Francia, Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia. “La maggior incidenza nei soggetti giovani, in particolare l’aumento dell’incidenza stessa tra i 20 ed i 29 anni potrebbe essere imputabile al fatto che obesità ed alimentazione scorretta, così come la riduzione dell’attività fisica siano presenti in percentuali maggiori fin dall’età infantile”, spiega Beretta.


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