‘Tu come me’, una storia vera di cancro e amicizia

‘Tu come me’, una storia vera di cancro e amicizia


A volte le distanze tra le persone possono sembrare enormi. Ma poi quando qualcosa di dirompente ti travolge ci si accorge che in realtà non siamo poi così diversi come sembra. E’ quello che accade ai due giovani protagonisti di “Tu come me”, un cortometraggio che racconta una storia di cancro realmente accaduta e che sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il prossimo 31 agosto.

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Una storia vera di amicizia e malattia

Liberamente ispirato alla storia di Giacomo Perini, di Francesco Bugamelli e dei ragazzi dell’Associazione Pancrazio, “Tu come me” fa parte del piu? ampio progetto Racconti di vita, una campagna informativa di sensibilizzazione sulle patologie oncologiche, che rientrera? tra le iniziative della XIX Edizione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo che si terra? a New York dal 21 al 27 ottobre. I protagonisti del cortometraggio sono Francesco e Giacomo, due studenti di medicina fuori sede che condividono un appartamento a Roma, e i loro amici. Nonostante la profonda amicizia che li lega, i due ragazzi si allontanano perché seguono stili di vita completamente diversi: Francesco ha una mente brillante ma pensa solo a divertirsi e vive sregolatamente, Giacomo invece e? rigoroso nello studio e nello sport. Ma poi un giorno la malattia irrompe nelle loro vite, li mette alla prova e li trasforma in persone diverse. Allora diventa chiaro per entrambi che le differenze che avevano incrinato la loro amicizia non sono importanti e che in realta? “tu sei un po’ come me”.

Giacomo e i suoi cambiamenti dopo il tumore

“La malattia ha cambiato la mia vita e mi ha fatto diventare una persona diversa, migliore – racconta Giacomo Perini, paziente oncologico e socio dell’Associazione Pancrazio –. Devo ammettere che mi ha aiutato a crescere e anche a conoscere meglio me stesso perche? ti obbliga a rispondere a domande difficili. Mi ha insegnato a essere felice per quello che una persona possiede. Con l’Associazione Pancrazio stiamo realizzando tanti progetti e abbiamo ottenuto un grande successo con lo spettacolo I fuori sede che abbiamo rappresentato, di nuovo noi dell’Associazione come attori, a Bari, Cosenza, Milano, Pavia, Roma. Le tappe teatrali riprenderanno a breve, cominciando da New York a ottobre”.

La dedica a Nadia Toffa

Con un linguaggio che punta all’emozione, il corto vuole far comprendere quanto sia importante l’amicizia per affrontare nel migliore dei modi la malattia e per aggredirla con tutta l’energia possibile: un obiettivo che i ragazzi dell’Associazione Pancrazio (costituita da studenti di medicina desiderosi di dare una mano concreta ai pazienti) perseguono già da tempo, e con ottimi risultati. “Tu come me”, realizzato in 10 giorni di riprese (all’Università e al Policlinico di Tor Vergata e al circolo di canottaggio di Roma) infatti è un progetto che segue l’esperienza de “I fuori sede”, commedia teatrale con cui l’Associazione ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti irrinunciabili degli oltre tre milioni di pazienti oncologici italiani: il punto di partenza è sempre lo stesso, la voglia di ascoltare chi è malato e di dare voce alla sofferenza, ma soprattutto alla speranza, guardandosi in faccia tra ragazzi per scoprirsi uguali, pur nelle differenze.

“Realizzare questo cortometraggio e? stata una bellissima esperienza – afferma Francesco Bugamelli, presidente dell’Associazione Pancrazio –. Abbiamo creduto fin dall’inizio al progetto Racconti di vita che vuole aiutare i pazienti oncologici a relazionarsi con gli altri per esprimere i propri stati d’animo e disagi. Abbiamo voluto dedicare il cortometraggio a Nadia Toffa che nella sua lotta contro la malattia ha dimostrato di condividere in pieno i valori che ci hanno motivato; desideriamo stringerci vicino alla mamma Margherita che, anche in questi giorni difficilissimi per lei, ci ha dato il suo supporto nel nome di Nadia”.  

La presentazione a Venezia

Il cortometraggio gode del Patrocinio della Regione Veneto, dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), del Comitato Italiano Paraolimpico (CIP), della Federazione Italiana Canottaggio (FIC), del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) e delle universita? Bicocca, Campus Biomedico, Humanitas, Padova, Pavia, Statale di Milano e Tor Vergata. Il cortometraggio sara? presentato il prossimo 31 agosto a Venezia presso l’Hotel Excelsior alle ore 19,30. La proiezione sara? anticipata anche da un dibattito. “Abbiamo deciso di sostenere da subito questa preziosissima iniziativa, convinti che l’emozione di una storia che replica i destini di tanti colpiti da gravi malattie possa essere di stimolo per la riflessione e motivo di crescita dei nostri studenti – dichiara Giuseppe Novelli, rettore dell’Universita? degli Studi di Roma Tor Vergata. “Francesco e Giacomo ci aiutano anche a far capire quanto sia fondamentale una corretta informazione sulle gravi malattie – aggiunge Novelli. Contro qualcosa di inaspettatamente tragico e sconvolgente, Tu come me racconta il valore dell’amicizia, ma anche della conoscenza: come prima cosa, nostro compito e? insegnare l’importanza della prevenzione oncologica primaria. Questa deve iniziare fin da giovanissimi, seguendo stili di vita sani e sottoponendosi ad alcune vaccinazioni, come quella contro il Papilloma virus”.

Tumori in aumento anche tra i giovani

“Il numero di nuovi pazienti oncologici e? purtroppo in costante crescita – sottolinea Pierfranco Conte, direttore Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto – anche se fortunatamente sempre piu? pazienti guariscono o riescono a convivere con una malattia cronicizzata. Comunemente si attribuisce al costante prolungamento della vita media, questo continuo aumento di nuovi casi di tumore. Questo e? sicuramente vero, ma limitandosi a constatare questo, si trascura il fatto che, seppure fortunatamente molto meno frequenti, si assiste ad un aumento di tumori nei pazienti giovani e in questo caso l’impatto, in termini di anni di vita perduti e di aspettative, e? molto piu? rilevante basti pensare a tematiche quali la sessualita?, la fertilita?, la carriera lavorativa”. Inoltre,  essendo il cancro una malattia ‘inattesa’, spesso vi e? un ritardo diagnostico nei pazienti giovani che puo? talora compromettere le possibilita? di cura. “Ben vengano quindi – prosegue Conte – iniziative come questo cortometraggio dell’associazione Pancrazio che mettono sotto i riflettori una tematica di crescente rilevanza”.
 

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Carlo Verdelli
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