Tiroide "padrona" dell'umore e della fertilità

Tiroide “padrona” dell’umore e della fertilità


IL 10% della popolazione italiana soffre di patologie tiroidee soprattutto le donne. Ma durante la Settimana della tiroide che si celebra dal 20 al 26 maggio con lo slogan ‘AMO LA MIA TIROIDE…e faccio la cosa giusta’, l’attenzione è puntata anche su bambini e anziani perché quest’organo così piccolo, ma così prezioso, spesso non funziona a dovere anche in questa due fasce d’età. Per tutti la prevenzione resta l’arma migliore e perciò conviene approfittare di questa Settimana per informarsi di più ma anche per fare visite gratuite.  Per informazioni è possibile consultare il sito www.settimanamondialedellatiroide.it e la pagina Facebook dedicata alla “Settimana Mondiale della Tiroide”.

I problemi nel bambino

Il bambino non cresce ed è sempre stanco? Allora meglio fargli controllare la tiroide. Anche se spesso nei bambini sintomi come rallentamento della crescita, stanchezza, sonnolenza e disturbi dell’umore, sono attributi alla giovane età e alla crescita, rappresentano in realtà anche i segni delle più comuni malattie della tiroide. È perciò importante che un genitore rimanga sempre in ascolto e non sottovaluti i segnali. “Garantire una ottimale funzionalità tiroidea è importante in tutte le età della vita, ma diventa di fondamentale importanza in età pediatrica per assicurare un adeguato sviluppo psico-fisico dall’epoca prenatale fino all’adolescenza”, spiega Alessandra Cassio, membro del Consiglio direttivo della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. “Anche una carenza iodica di grado moderato può portare al mancato raggiungimento del potenziale intellettivo del bambino con una riduzione di 10-15 punti di quoziente intellettivo”. Per questo è in corso un progetto formativo sul tema della iodoprofilassi indirizzato agli insegnanti della scuola primaria e secondaria.

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Più difficile fare diagnosi di ipertiroidismo negli anziani

La disfunzione tiroidea è molto frequente negli anziani nei quali c’è una tendenza “fisiologica” ad un aumento dei valori di TSH, indipendentemente dalla presenza di una reale patologia tiroidea. Per questo motivo, è importante eseguire una valutazione tiroidea completa nei pazienti con incremento del TSH circolante. “Nell’anziano – afferma Fabio Monzani della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – i sintomi dell’ipertiroidismo possono essere facilmente confusi con altre patologie legate all’età. Pertanto, la diagnosi clinica di ipertiroidismo, soprattutto se lieve, può risultare difficoltosa per la presenza di un quadro sintomatologico spesso sfumato e la concomitante presenza di altre patologie che possono giocare un ruolo confondente”. L’ipertiroidismo favorisce lo sviluppo di fibrillazione atriale nonché il rischio di cadute accidentali e fratture da fragilità (sarcopenia e osteoporosi). “Rispetto al giovane adulto – prosegue l’esperto – l’anziano risulta più vulnerabile all’eccesso di ormoni tiroidei; pertanto, in caso di ipertiroidismo conclamato, il trattamento va intrapreso tempestivamente”.

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Tiroide e fertilità femminile

Il ruolo della ghiandola nella fisiologia della riproduzione è ancora poco noto nonostante regoli il ciclo mestruale, influisca sull’ovulazione e sui livelli di progesterone che aumentano il rischio di interruzione spontanea della gravidanza. “Il ruolo della tiroide nella fertilità femminile è spesso sottovalutato”, fa notare Anna Maria Formenti, specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Università Vita e Salute San Raffaele. “Questo porta talvolta ad un allungamento dei tempi della diagnosi di ipotiroidismo e a ricorrere a tecniche di fecondazione assistita che non sarebbero necessarie. I diversi disturbi tiroidei interessano una donna su 10 ma il 60% non è consapevole di avere un problema e quindi non riceve un trattamento adeguato”.

La ghiandola che regola anche l’umore

L’endocrinologo ha un ruolo anche quando sono presenti disturbi dell’umore, abbastanza tipici in chi ha problemi tiroidei. “Uno studio italiano aveva quantificato nel 63,5% la prevalenza di sintomi depressivi nei pazienti con ipotiroidismo e osservato che la terapia sostitutiva non sempre è sufficiente a ottenere una totale remissione dei disturbi dell’umore”, spiega Andrea Giustina, presidente della Società Europea di Endocrinologia. Disforia, ansia, irritabilità, labilità emotiva e compromissione della concentrazione costituiscono i classici sintomi neuropsichiatrici che si verificano nell’ipertiroidismo o nella tireotossicosi. Tuttavia, i pazienti anziani possono presentarsi in uno stato che imita un disturbo depressivo con apatia, letargia e pseudo-demenza. Disturbi d’ansia sono stati riscontrati in circa il 60% dei pazienti ipertiroidei, mentre i disturbi depressivi si sono verificati nel 31-69%” conclude i Giustina.
 

La carenza di iodio

La causa più frequente di disturbi alla tiroide nella popolazione mondiale è la carenza di iodio che può provocare gozzo, noduli o ipotiroidismo. “Il fabbisogno quotidiano stimato di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento”, spiega Massimo Tonacchera, Segretario dell’Associazione Italiana della Tiroide. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, quindi, l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, in special modo durante la gravidanza e l’allattamento.”

I risultati del programma di iodioprofilassi

A 14 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, i primi risultati cominciano ad essere tangibili, come spiega  Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico OSNAMI, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia: “Dai risultati preliminari del monitoraggio relativo agli anni 2015-2019 riguardante 9 Regioni (Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia) si mette in evidenza l’aumento della vendita di sale iodato nella grande distribuzione, che raggiunge il 65% di tutto il sale venduto, ma soprattutto un maggiore utilizzo di sale iodato nelle mense scolastiche (75%)”. I dati hanno inoltre confermato la iodio-sufficienza in Liguria e Toscana, il netto miglioramento dello stato nutrizionale iodico di alcune aree della Sicilia e il raggiungimento della iodio-sufficienza in Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Umbria.
 

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