Ragazzi, attenti alle infezioni sessuali

Ragazzi, attenti alle infezioni sessuali


In Italia le persone con un’infezione sessuale confermata sono aumentate del 40% in meno di 30 anni. 134 mila i malati dal 1991 ad oggi; circa 5000 ogni anno, con un’impennata nel 2018 di ben 6574 infezioni. Giovanissimi: età media 33 anni. È il quadro che emerge dal “Notiziario” del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità. Ma cosa sono le Ist, le infezioni sessualmente trasmesse, e perché è bene non sottovalutarle? Chi sono i più colpiti? E soprattutto, che fare per evitarle?

In aumento le IST meno conosciute

Non c’è solo l’Hiv, tutt’altro. Le Ist nel nostro Paese sono in netto aumento. A preoccupare gli esperti in particolare, infezioni come la gonorrea i cui casi sono raddoppiati in 3 anni, ma soprattutto l’impennata della clamidia, che registra un +30% negli ultimi dodici mesi. La sifilide poi, si diffonde a ritmo doppio rispetto al 2000 per uomini e donne eterosessuali, e addirittura 10 volte più velocemente per i maschi omosessuali. “Quando si parla di infezioni sessuali, si pensa sempre ad una malattia sola, ma in realtà ce ne sono anche molte altre”, avverte Barbara Suligoi, direttrice del Centro operativo Aids dell’Iss, l’Istituto superiore di Sanità. “Parliamo di infezioni virali come il papilloma virus umano (hpv), herpes genitali ed epatiti virali. Ma anche infezioni batteriche come la clamidia, la sifilide e la gonorrea”.

Un nemico pericoloso, difficile da individuare

 “Le Ist sono un mostro dalle mille facce con tempi di incubazione, manifestazione e sintomi anche molto diversi, ma che colpiscono tutte nel momento in cui siamo più vulnerabili”, spiega l’esperta. E soprattutto in maniera ‘discreta’. Una volta avvenuto il contagio infatti, in molti casi la malattia decorre senza sviluppare disturbi importanti o segni visibili sul corpo, rimanendo talvolta latente per anni. Le conseguenze però si faranno sentire nel lungo periodo. “La clamidia ad esempio, si manifesta spesso con sintomi assolutamente vaghi e trascurabili. Se non riconosciuta e trattata progredisce e si moltiplica, arrivando ad occludere le tube e non permettere più la gravidanza”. Una clamidia non curata può portare anche l’uomo alla sterilità. Manifestazioni asintomatiche o paucisintomatiche della clamidia si hanno per il 25% nei maschi con infezione e addirittura per il 75% nelle donne. “Stiamo assistendo negli ultimi decenni ad un aumento della procreazione medica assistita che è dovuto anche (non soltanto beninteso), ad infezioni da clamidia pregresse non diagnosticate e trattate”. Ma non è tutto. I virus delle Ist sono spesso oncogeni. Come sottolinea Suligoi, l’Hvp (il papilloma virus umano) provoca i condilomi ma può portare anche tumori al collo dell’utero, del pene e dell’ano. Il batterio della sifilide in stadio tardivo invece, può arrivare ad infettare gravemente organi come cuore, cervello e fegato.

Giovani e meno fortunati i più colpiti

Il dato più allarmante è senza dubbio la prevalenza delle infezioni sulla fascia d’età 15-24 anni. La frequenza dell’infezione da Chlamydia trachomatis ad esempio, è più che tripla per giovani e giovanissimi, rispetto a soggetti di età superiore. “Purtroppo questo è un trend ormai consolidato”, nota la professoressa. Ma per quale motivo proprio i giovani sono i più colpiti? La prima è una ragione di ordine fisiologico. “I tessuti dell’apparato genitale in adolescenza non sono ancora completamente maturi – osserva la direttrice del Coa – e questo li rende più fragili”. Poi c’è il lato comportamentale. “La curiosità in quel momento della vita è grande e i rapporti sessuali potrebbero essere, se non più frequenti, con più scambi di partner rispetto ad età più adulte”, prosegue. E questo aumenta il rischio di incontrare portatori di infezione, spesso inconsapevoli. “È fondamentale parlarne per creare una coscienza, specie negli individui che hanno meno mezzi per difendersi”. In effetti, analizzando i dati, salta agli occhi l’attitudine delle IST a penetrare strati di popolazione più vulnerabili non solo per ragioni demografiche, ma anche socio-economiche. Prova ne è che l’87% delle infezioni sessuali diagnosticate dal 1991 ad oggi ha colpito individui con livelli di istruzione medio-bassa. L’incidenza negli stranieri poi, è quasi raddoppiata dai livelli degli anni ‘90.

Parola d’ordine: prevenzione e diagnosi precoce

Ma che fare quindi per fermare le infezioni? “Al primo segnale a livello genitale che possa far pensare a qualcosa di strano, o per lo meno di inusuale, è opportuno andare dal medico di famiglia o dal ginecologo per un consulto”. Sovente le Ist esordiscono con piccoli puntini o verruchine, pruriti o bruciori in area genitale. Sono sintomi lievi, ma che non devono mai essere sottovalutati. I ragazzi peraltro, tendono a non trattare l’argomento con facilità, complice in molti casi la scarsa consapevolezza. “Esiste proprio per questo un numero verde gratuito ed anonimo gestito da Iss (800-861061), a cui rispondono medici, psicologi ed avvocati”. Gli specialisti offrono supporto personalizzato che va dagli aspetti medici e psicologici a quelli legali e possono anche fornire una lista di centri clinici e laboratori pubblici a cui rivolgersi gratuitamente. Il mezzo oggi più familiare per i giovani è però internet e spesso le informazioni sono spesso approssimative e fuorvianti: serve una bussola. “La trovano nel sito www.uniticontrolaids.it, dove ci sono tante informazioni sulle Ist e una comoda mappa della Penisola. Cliccando sulla città in cui ci si trova, esce un elenco di centri vicini a cui affidarsi per visite o consulti”. Insomma, è fondamentale che i ragazzi, spesso disorientati di fronte a disturbi che non conoscono, cerchino e trovino aiuto. “A questo punto, diagnosi precoce e terapia corretta riescono nella maggior parte dei casi ad evitare complicazioni”. Con l’avanzamento scientifico degli ultimi anni i test di laboratorio sono molto precisi e per la maggior parte poco invasivi. Ma la raccomandazione più importante rimane quella di praticare le regole del sesso sicuro. “Insieme all’utilizzo del preservativo – conclude Suligoi – è opportuno ridurre il numero di partner sessuali e restare sempre lucide/i durante il rapporto”. Meglio prevenire che curare.