Psoriasi a placche, basterà un'iniezione ogni tre mesi

Psoriasi a placche, basterà un’iniezione ogni tre mesi


CON UN’UNICA iniezione sottocutanea somministrata ogni 3 mesi i pazienti con psoriasi a placche potrebbero veder scomparire completamente o quasi le lesioni psoriasiche dopo 16 settimane di trattamento mantenendo questo risultato nel tempo. Proprio per questo, basandosi sui risultati degli studi di registrazione condotti su oltre 2mila pazienti, il Comitato per i medicinali ad uso umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali ha rilasciato il proprio parere positivo per risankizumab, un inibitore dell’interleuchina-23 (IL-23), per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti candidati alla terapia sistemica.

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La psoriasi a placche

Quella a placche è la forma classica e costituisce l’80% di tutti i casi di psoriasi. E’ caratterizzata dalla predilezione per alcune sedi: braccia e gambe, in particolare gomiti e ginocchia, cuoio capelluto, regione lombo-sacrale, palmo delle mani,  pianta dei piedi. Insorge generalmente nella seconda o terza decade di vita. “La psoriasi è una malattia cutanea infiammatoria cronica, immuno-mediata con coinvolgimento sistemico e con un grande impatto negativo sulla qualità di vita”, dichiara Ketty Peris, direttore dell’UOC di Dermatologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. In Italia si stima che la psoriasi abbia una prevalenza del 2.9%, di cui circa il 30-35% in una forma moderata-grave”.

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Il ruolo dell’interleuchina-23 nei processi infiammatori

Risankizumab è un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato che si lega selettivamente all’interleuchina-23, una citochina che gioca un ruolo chiave nei processi infiammatori e che sembra essere correlata a diverse malattie croniche immuno-mediate. Attualmente sono in corso studi clinici con risankizumab nella psoriasi, nelle malattie infiammatorie croniche intestinali – malattia di Crohn e colite ulcerosa – nell’artrite psoriasica e nella dermatite atopica. “Gli studi registrativi che hanno valutato risankizumab confermano che con il farmaco si ottengono ottimi risultati terapeutici – afferma Piergiacomo Calzavara Pinton, presidente della Società Italiana di Dermatologia SIDeMaST. Tutti gli obiettivi degli studi sono stati raggiunti, ottenendo una risposta significativamente elevata in termini di scomparsa completa o quasi completa delle lesioni psoriasiche alla settimana 16 e mantenuta fino alla settimana 52 (a seconda del disegno di studio). Il farmaco promette di liberare la gran parte dei pazienti dalle placche psoriasiche mediante un’unica iniezione sottocutanea somministrata ogni 3 mesi”.

Le prossime tappe

Risankizumab non ha ancora ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio. Il parere positivo del CHMP costituisce una raccomandazione scientifica per il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione europea che emetterà la sua decisione finale valida in tutti gli Stati membri dell’Unione europea (ma anche in Islanda, Liechtenstein e Norvegia). La decisione della Commissione è prevista entro 67 giorni dal rilascio del parere del CHMP. “Risankizumab rappresenta un importante progresso terapeutico di cui presto speriamo potranno beneficiare anche i pazienti italiani con psoriasi a placche da moderata a grave. Le evidenze cliniche riportano miglioramenti significativi nella gravità dei sintomi e nella qualità di vita rispetto agli attuali standard di cura”, dichiara Francesco Cusano, presidente Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani ADOI.