Polmonite, ogni giorno uccide 2200 bambini

Polmonite, ogni giorno uccide 2200 bambini


In media ogni 39 secondi nel mondo muore un bambino colpito da polmonite. E’ la tragica stima che l’Unicef ricorda in occasione della Giornata mondiale dedicata alla polmonite, malattia prevenibile, che oggi uccide più bambini di qualsiasi altra infezione. Nel 2018 ha causato la morte di oltre 800 mila bambini di età inferiore ai cinque anni. La maggior parte dei decessi si è verificata tra i bambini di età inferiore ai due anni e quasi 153 mila bambini nel primo mese di vita.

“Ogni giorno, circa 2.200 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di polmonite, una malattia curabile e quasi sempre prevenibile”, ha detto Henrietta Fore, direttore generale dell’Unicef.

Lanciando l’allarme per questa epidemia dimenticata, sei importanti organizzazioni sanitarie e per l’infanzia oggi promuovono un appello per un’azione globale: Isglobal, Save the Children, Unicef, Every Breath Counts, Unitaid e Gavi, The Vaccine Alliance chiedono impegni concreti da parte di paesi più ricchi e dei donatori internazionali per combattere la polmonite. Diverse sono le iniziative di sensibilizzazione, tra cui una miniserie realizzata da Pfizer con il duo comico Ale e Franz che hanno prestato la voce a Polmo e Nite, due batteri che dialogano tra loro ironizzando sulla disinformazione e sul rischio che ancora oggi è sottovalutato quando si parla di questa patologia.

Insieme alla fondazione la Caixa, alla fondazione Bill and Melinda Gates e Usaid, il gruppo ospiterà il Global forum on childhood pneumonia in Spagna il 29-31 gennaio 2020. “Il fatto che questa malattia prevenibile, curabile e facilmente diagnosticabile sia ancora la principale causa di morte al mondo di bambini piccoli è francamente scioccante. Abbiamo compiuto notevoli progressi nell’ultimo decennio, con milioni di bambini nei paesi più poveri del mondo che ora ricevono il vaccino pneumococcico salvavita. Grazie in gran parte al supporto di Gavi, la copertura del vaccino contro lo pneumococco nei Paesi a basso reddito è ora superiore alla media globale, ma abbiamo ancora del lavoro da fare per garantire che ogni bambino abbia accesso a questo salvavita”, dice il dottor Seth Berkley, ceo di Gavi, The Vaccine Alliance.

I finanziamenti disponibili per combattere la polmonite sono molto inferiori rispetto a quelli destinati alla prevenzione di altre malattie. Solo il 3% dell’attuale spesa globale per la ricerca sulle malattie infettive è destinata alla polmonite, nonostante la malattia abbia causato il 15% dei decessi nei bambini di età inferiore ai cinque anni. Come spiega Henrietta Fore: “Un forte impegno globale e maggiori investimenti sono fondamentali per la lotta contro questa malattia. Solo attraverso interventi protettivi, preventivi e terapeutici, efficaci in termini di costi, saremo in grado di salvare veramente milioni di vite”. La polmonite è causata da batteri, virus o funghi che impediscono ai bambini di respirare, poichè i loro polmoni si riempiono di pus e liquido.

I numeri in Italia

I tassi di mortalità standardizzati più bassi sono stati registrati in Finlandia, mentre percentuali inferiori a 10 decessi per 100.000 abitanti sono stati segnalati anche in 11 regioni della Grecia, in tre regioni dell’Ungheria e dell’Austria e in una regione tedesca. Tassi poco elevati anche in sette regioni in Italia, dove a fronte di una media nazionale del 14,41, il Friuli – con una media di 21,12 – guida la lista seguita dalla Valle d’Aosta (19,51) e dalla Provincia di Bolzano col 19,2. È la Calabria la regione con la media più bassa (5,39), seguita da Campania (6,06) e Basilicata (7,06).

Per Kevin Watkins, chief executive di Save the Children “questa è un’epidemia globale dimenticata che richiede una risposta internazionale urgente. Milioni di bambini stanno morendo per mancanza di vaccini, antibiotici a prezzi accessibili, e il trattamento di ossigeno di routine. Quanto sta accadendo è un segnale indifendibile di negligenza e disuguaglianze nell’accesso alle cure sanitarie”.

Oltre la metà dei decessi per polmonite infantile è avvenuta in cinque Paesi: Nigeria (162 mila), India (127 mila), Pakistan (58 mila), Repubblica Democratica del Congo (40 mila) ed Etiopia (32 mila). I bambini che corrono i maggiori rischi sono quelli con il sistema immunitario indebolito da altre infezioni come l’Hiv o dalla malnutrizione, insieme a quelli che vivono in aree con alti livelli di inquinamento dell’aria e dell’acqua. La malattia può essere prevenuta con i vaccini e facilmente trattata con antibiotici a basso costo se diagnosticata correttamente. Ma decine di milioni di bambini non vengono ancora vaccinati – e uno su tre con sintomi non riceve cure mediche essenziali. I bambini con gravi casi di polmonite possono anche richiedere un trattamento con ossigeno, che raramente è disponibile nei Paesi più poveri.


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA