Nell'organismo una doppia arma contro l'obesità

Nell’organismo una doppia arma contro l’obesità


L’organismo ha una doppia arma per combattere l’obesità: identificata nei topi, è costituita da cellule del sistema immunitario e da una specie di batteri presente nell’intestino. Le prime regolano la composizione della flora intestinale, favorendo la proliferazione dei secondi, che sono batteri ‘buoni’ che bloccano l’assorbimento del grasso. Il risultato può aprire la strada a nuove cure contro l’obesità. Pubblicata sulla rivista Science, la scoperta si deve alla ricerca coordinata da Zac Stephens e June Round, dell’università americana dello Utah.

Studi recenti sui topi hanno mostrato che differenze nella composizione della flora intestinale, oltre che genetica e dieta, possono predisporre all’obesità. Basandosi su queste ricerche, gli studiosi hanno identificato il sistema immunitario come un fattore chiave nella regolazione della composizione di questa comunità di microrganismi. In particolare, è stato visto che le cellule T del sistema immunitario proteggono i topi dall’obesità perché promuovono nell’intestino la produzione di anticorpi chiamati immunoglobuline A (IgA) che favoriscono la proliferazione di un batterio chiamato Clostridia. Identificato dallo stesso gruppo, previene l’aumento di peso perché blocca la capacità dell’intestino di assorbire il grasso. I ricercatori lo hanno dimostrato grazie a topi geneticamente modificati in modo da avere un sistema immunitario compromesso, in particolare nella produzione di cellule T e di conseguenza nella produzione degli anticorpi IgA. Ciò ha comportato l’accumulo di grasso nei topi, anche se nutriti con una dieta leggera.

Analizzando la composizione della flora batterica di topi sani e topi con problemi immunitari, è stato visto quindi che nell’intestino degli animali sani prosperano le comunità di Clostridia, mentre quelli con il sistema immunitario compromesso le perdono gradualmente. Quando questi batteri sono stati reintrodotti nell’intestino dei topi con problemi immunitari, gli animali sono dimagriti.

“Ora che abbiamo trovato i batteri responsabili di questo effetto dimagrante – rileva Round – abbiamo il potenziale per capire meglio la loro funzione e se hanno un valore terapeutico”.


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