Nanda e Nini: “Nonostante il tumore, insieme sposteremo tutte le nuvole sul nostro cammino”

Nanda e Nini: “Nonostante il tumore, insieme sposteremo tutte le nuvole sul nostro cammino”


Era l’anno in cui Nanda doveva sposarsi. “Ci siamo detti: a gennaio iniziamo i preparativi e a giugno ci sposiamo”, racconta la ragazza ad Oncoline. “E invece il 2016 è iniziato con le visite mediche per i vari accertamenti. Poi l’incontro con l’oncologo: lei deve fare la chemio se vuole avere più possibilità di vita”. Storia di una donna che si è vista soffiare il sogno del matrimonio da una diagnosi di tumore allo stomaco, ma che alla fine ha realizzato il suo progetto grazie al suo compagno che le è stata vicina in ogni momento.
 

Dolori notturni e poi a Natale la diagnosi  

Tutto è iniziato con dolori notturni all’altezza dello stomaco. Giorno dopo giorno il dolore aumentava, con più frequenza di notte, poi via via anche di giorno, al mattino. “Passava appena mangiavo, ma dopo un mese praticamente ero arrivata ad avere attacchi di dolori sempre più forti e più frequenti e a vomitare. Nel giro di una settimana ho fatto una gastroscopia: era il 7 dicembre. Venne fuori che avevo un’ulcera profonda, ma per precauzione mi fecero una biopsia”.  Il 27 dicembre arrivò l’esito dell’istologico: carcinoma gastrico di tipo diffuso.
 

Chemioterapia e poi l’intervento

Così l’anno nuovo iniziò per Nanda facendo esami complementari per stabilire la stadiazione e il percorso da proseguire. “A febbraio 2016 ho iniziato la chemio neo adiuvante, 3 cicli con tre farmaci chemioterapici, cicli da 3 settimane per due farmaci, e un farmaco a pompa continua giorno e notte ininterrottamente”. Poi a maggio la gastrectomia sub-totale, cioè asportazione di tutto lo stomaco tranne un centimetro (a differenza del parziale nel quale viene lasciato un bel pezzo di stomaco). Dopo aver fatto un altro ciclo di chemioterapia con lo stesso schema, a fine 2016 finalmente una pausa: “Attualmente devo integrare con le vitamine che purtroppo non riesco più ad assimilare e a giornate devo prendere l’anti-infiammatorio per i dolori”, racconta Nanda che è entrata a far parte della grande famiglia di ‘Vivere senza stomaco si può’.

Il rapporto con il cibo dopo l’asportazione dello stomaco

 
Una delle cose più difficili per chi subisce l’asportazione dello stomaco è mantenere un buon rapporto con il cibo: “Effettivamente – ricorda la ragazza – mangiare all’inizio era un incubo, ora piano piano ho imparato ad accettare tante cose. So che non posso più mangiare certe cose, devo stare attenta ai dolci, ma mi concedo gli sfizi alla sera. So che devo rispettare i nuovi ritmi, cioè mangiare qualcosina ogni due ore al massimo e accettare il fatto che il divano è diventato il mio miglior amico dopo i pasti principali”. Le giornate di Nanda somigliano ad un’altalena perché passa da un momento in cui tutto fila liscio al momento in cui si sente senza forze. “La mia giornata – prosegue – inizia al mattino con la colazione, che è il pasto più difficile, perchè lo stomaco è da troppe ore fermo, e da li è tutto un alternarsi di sudorazione, tachicardia, brividi di freddo e poi si riparte, con la normalità in attesa del prossimo spuntino che deve anticipare la fiacchezza ma che subito dopo a seconda di quanto e come mangi ti riporta i sintomi post pranzo. Il tutto considerando che devo mangiare ogni due orette circa alla sera arrivo stanchissima. Ma si VIVE ed è ciò che conta”.


Nanda e Nini: “Nonostante il tumore, insieme sposteremo tutte le nuvole sul nostro cammino”

Nanda e Nini il giorno del loro matrimonio

Finalmente sposi: una testimonianza del valore dell’amore

E poi c’è la famiglia e il suo Nini, come lo chiama Nanda che finalmente un anno fa lo ha sposato. “Non mi ha mai mollata. Tante volte gli ho detto: “Vai per la tua strada, ti meriti di meglio, una donna sana con un futuro davanti, ti meriti la felicità” e lui niente da fare, voleva me e con pazienza mi sopportava e mi sosteneva sempre”, ricorda con emozione. Il suo Nini semplicemente le diceva: “Resisti Nani che dobbiamo fare tante cose ancora insieme”. E poi faceva con lei tanti progetti, quelli più vicini (“appena ti riprendi ti porto a Como, andiamo a Ischia), e quelli più lontani (“l’anno prossimo andiamo a camminare in montagna e poi ricordati che ci sposiamo…”). Parole a cui sono seguiti fatti: l’anno scorso, a due anni e due giorni dall’intervento di gastrectomia, è stato il loro grande giorno: “Il nostro matrimonio, la nostra rivincita, la vittoria dell’amore sulla morte”, dice Nanda con fierezza. Nini aiuta Nanda in casa, nella gestione della quotidianità ma anche psicologicamente quando lei sta vivendo un momento negativo, quando ha i dolori. “Questa è davvero una bella testimonianza del valore dell’amore, commenta Claudia Santangelo, presidente dell’Associazione Vivere senza stomaco si può. Valore ancora più grande se si considera che sono persone giovani che non hanno neppure anni di consolidata convivenza come supporto allo stare insieme di fronte ad una malattia così importante”.
 

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Carlo Verdelli
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