Ludobarelle, l'ultimo progetto della clownterapia

Ludobarelle, l’ultimo progetto della clownterapia


Clown che animano le tristi sale ospedaliere e barelle che diventano automobili magiche che accompagnano i bambini verso cure lunghe e dure da affrontare. Sempre con il sorriso e in un mondo di fantasia che volontari e malati riescono a creare. La clownterapia ha un ruolo sempre più importante nelle medicina e in tal senso è da segnalare il progetto “Gioca con il cuore” guidato da Giorgio Silvestrin, imprenditore che ama trasformarsi in clown per entrare in relazione con persone ospedalizzate e in difficoltà.

“La clownterapia – spiega –  è fondamentale per i bambini che affrontano una situazione di disagio, soprattutto quando sono ospedalizzati. I nostri progetti tendono a creare delle “smile room”, stanze del sorriso, che cerchiamo di portare dove possiamo. Abbiamo cominciato a Padova presso il reparto di oncoematologia pediatrica. Poi abbiamo creato una casa di accoglienza per bambini disagiati sempre a Padova. Il nuovo progetto riguarda invece le “Ludobarelle”. Provate a immaginare quanto possa essere brutto per un bambino solo sentire la parola barella. Noi stiamo realizzando uno strumento idoneo per il trasporto dei piccoli pazienti tra i reparti, con la scocca che riprende i disegni di cartoons come Nemo o Car. Per i medici spesso è molto dura gestire alcune cure dove i bambini provano dolore e devono anche subire il distacco dai genitori. Per questo abbiamo studiato queste barelle particolari con un progetto di accompagnamento dei bambini con i clown. E’ dimostrato che riduce lo stress del bambino del 90%. I medici sono eroi ma, per quanto possano essere bravi nel creare un approccio positivo con il paziente, rappresentano la puntura e il dolore legato alla cura. Abbiamo quindi pensato di intervenire nel momento esatto nel quale il bambino si deve separare dal genitore per accedere alle sale, che nel nostro mondo di fantasia diventano astronavi. Poi lavoriamo per colorare le pareti delle scuole insieme a grandi artisti di strada, oppure per aiutare portatori di handicap di varia natura”.

Come è possibile aiutare un clown che vuol far sorridere un bambino? “Con 15mila euro in una casa di accoglienza si può prendere da mangiare per anni. A volte ho letto lettere di Natale di bambini che chiedevano il tonno per condire la pasta. Ricordo che siamo nel 2019. Ma non serve per forza una donazione. Basta anche la promozione del progetto, un’idea o una mattinata spesa per una giusta causa. Basta fare qualcosa di buono e positivo verso gli altri. Al torneo Tana delle Tigri di Lottomatica è stata promossa la nostra iniziativa ed è stato straordinario come in molti abbiano sposato la causa”


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