Le misure in Italia. L'obiettivo è intercettare subito i casi sospetti

Le misure in Italia. L’obiettivo è intercettare subito i casi sospetti


Per adesso il sistema sanitario italiano è impegnato a costruire procedure per intercettare subito eventuali contagi. L’Italia cerca casi sospetti di persone colpite dal virus Wuhan tra coloro che arrivano dalla metropoli cinese dove è scoppiata l’epidemia di Coronavirus. Si lavora inoltre per diffondere a tutto il personale sanitario le indicazioni del ministero alla Salute, che saranno inserite in una circolare. Tutti i professionisti e i cittadini sono invitati a controllare il sito ministeriale dove verranno via via inseriti gli aggiornamenti sull’andamento dell’epidemia. “Il servizio sanitario nazionale – ha detto il ministro Roberto Speranza che questa mattina ha presieduto la riunione della task force operativa sul coronavirus  – è dotato di professionalità, competenze ed esperienze adeguate ad affrontare ogni evenienza. Stiamo seguendo con la massima attenzione, in stretto raccordo con le istituzioni internazionali, l’evolversi della situazione”.

Per chi arriva
Con gli scanner domani sarà a Foimicino controllata la febbre di tutti coloro che arrivano da Wuhan. Alle 23 è previsto uno dei tre voli settimanali che collegano la città all’Italia. Saranno fatti controlli anche sugli aerei dove ci sono passeggeri che hanno fatto scalo nella città dell’epidemia. Se qualcuno ha la febbre si approfondiranno le sue condizioni di salute e se necessario si disporrà il ricovero in isolamento allo Spallanzani di Roma. Inoltre ai passeggeri verrà chiesto dove sono diretti e quale tragitto faranno per raggiungere la loro meta. Si tratta di un modo per ricostruire i contatti con altre persone di chi più avanti dovesse rivelarsi malato. Coloro che rientrano dalla Cina si ammalano entro due settimane dal rientro devono invece chiamare subito il medico di famiglia.

Per chi parte
Il primo suggerimento è quello di evitare l’area della metropoli dove si sono manifestati la maggior parte dei casi (“Valutate l’opportunità di rimandare i viaggi non necessari”, scrive il ministero). Per chi non può rinviare il viaggio, si consiglia di consultare il medico di famiglia “per essere informati sulle misrure di igiene da applicare per prevenire le malattie respiratorie” e di vaccinarsi “contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio”. Il coronavirus che sta provocando l’epidemia è diverso dall’agente responsabile dell’influenza ma è sempre meglio essere coperti contro questa seconda malattia. Una volta in Cina si consiglia di lavarsi frequentemente le mani e di coprire “la bocca e il naso con un fazzoletto quando si starnutisce o si tossisce (non usare le mani)”. Poi si suggerisce di evitare luoghi affollati, in particolare i mercati, il contatto con persone colpite da malattie respiratorie e con animali e prodotti di origine animali non cotte. Inoltre si invitano i viaggiatori a rivolgersi a un medico o a una struttura sanitaria se compaiono sintomi di infezione respiratoria come febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. “Non mettetevi in viaggio se siete malati”.

La rete dei medici di famiglia
La Federazione italiana medici di medicina generale del Lazio, il principale sindacato della categoria, ha diffuso a tutti gli iscritti uno schema con le caratteristiche della nuova polmonite e con le istruzioni su come comportarsi. “Il rischio è ancora basso ma le istituzioni e il personale sanitario hanno già iniziato l’allerta”. Più in generale in tutte le regioni le Asl invieranno a tutto il personale sanitario la circolare del ministero.

La task force del ministero
“Questa mattina al Ministero della Salute si è riunita, presso l’ufficio di gabinetto, la task-force con compito di coordinare ogni iniziativa relativa al fenomeno coronavirus 2019-nCoV – scrivono dal ministero –  La task-force a cui ha partecipato il ministro della Salute, Roberto Speranza, sarà attiva 24 ore su 24. E’ composta dalla direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai Carabinieri dei Nas, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del Farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico. Nella prima riunione è stato verificato che le strutture sanitarie competenti sono adeguatamente allertate a fronteggiare la situazione in strettissimo contatto con l’Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”.


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo Verdelli
ABBONATI A REPUBBLICA