Lat: le coppie che non convivono durano di più?

Lat: le coppie che non convivono durano di più?


UN SOTTILE  equilibrio tra indipendenza e impegno emotivo così vengono descritte dalla psicoterapeuta Lucy Beresford,  autrice del libro Happy Relationships, quelle che oggi vengono definite come le nuove convivenze di chi decide di vivere insieme ma separato (living apart together). Sembrerebbe una contraddizione in termini ma molte coppie oggi scelgono questo tipo di rapporto, si sta insieme ma poi ognuno ritorna nella sua casa.

In questo modo si salvaguarda la propria privacy, tralasciando quella monotonia quotidiana che spesso “fa” il rapporto, si ha sempre una via di fuga ma si perde l’odore dell’altro al mattino appena svegli. Insomma un modo di vivere la relazione non adatto a tutti probabilmente ma molto funzionale per chi invece ha voglia di spazi personali che non negano la relazione  ma anzi la fanno mantenere nel tempo.  Non abbiamo ancora dati certi ma cerchiamo di capire quali possono essere altri vantaggi e svantaggi di questa relazione.

LA RUBRICA Fai una domanda alla sessuologa

Se la quotidianità è parte fondante della coppia stabile e convivente, vivere in case separate garantisce che questa stessa non diventi noia, quella noia che uccide spesso i sentimenti e soprattutto il desiderio sessuale: quante volte diciamo che per non smorzare la libido è necessario rinnovarsi? Questo tipo di relazione garantisce in qualche modo la non ripetitività e soprattutto la non aspettativa quotidiana di qualcosa che potrebbe accadere ma magari non accade. Si sceglie di stare insieme quando si ha voglia, un po’ come quando una volta si era “fidanzati”. La giornata si svolge sulle priorità individuali e a volte ci si vede altre no, in questo modo si mantengono vivi spazi che nella convivenza spesso si perdono.

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Vivere separati può rendere più facile trovare respiro in una relazione, ma sostenere una rete di supporto e perseguire interessi esterni può creare lo stesso senso di spazio e di individuazione in una dinamica di convivenza, certo bisogna lavorarci ma è possibile. C’è poi il fattore economico, non tutti pur volendo possono permettersi due case, con tutto quello che questo comporta, quindi la scelta, soprattutto se nella stessa città, diventa una scelta elitaria. Certo le LAT non sono una novità in assoluto, tante persone nel tempo magari per motivi lavorativi o altro hanno sperimentato questo tipo di relazione, ma nella situazione attuale subentra il fattore “scelta reciproca” che fa la differenza e che rende la relazione più fluida e solida nel tempo. A patto  che sia una scelta, quindi, la LAT è di certo una modalità che molti si sentiranno di perseguire, condividendo progetti e impegni senza mischiare troppo gli spazi personali.
 
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*Psicoterapeuta e sessuologa presso l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica


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Carlo Verdelli
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