L'Alzheimer in un videoclip: vi racconto Lucia e la sua voglia di cantare

L’Alzheimer in un videoclip: vi racconto Lucia e la sua voglia di cantare


 L’ALZHEIMER viaggia al ritmo di “Altrove” e sulle immagini del suo videoclip con l’Orchestra Turi Mangano. Niente amori giovanili e ambienti patinati, niente corpi seducenti in mostra: è la quotidianità di una casa milanese, con l’anziana Lucia affetta da Alzheimer che guarda la tv e canta, si veste e si guarda allo specchio chiacchierando con la sua immagine, lei che fa i dispetti al figlio Marco quando vuol mettere la tovaglia, lei che si coccola, bacia e parla con i suoi orsacchiotti. È l’ultima produzione discografica di TMO, Orchestra Turi Mangano, con Rosa Mangano, cantautrice, già voce nuova negli anni Novanta al festival di Sanremo giovani.
Di mamma Lucia e suo figlio Marco, 45 anni, abbiamo raccontato per il suo blog dei caregiver, caregiver-whisper, alcuni mesi fa. Marco è un poeta, premiato e schivo, e da anni collabora ai testi delle canzoni del gruppo siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. 

«Avevo scritto questo testo, “Altrove”, ed Emanuele Torre, curatore del video ed ex chitarrista del gruppo – racconta Marco Annichiarico – vi ha subito visto la mia esperienza e l’Alzheimer. Neppure io me ne ero reso realmente conto». Un testo, si direbbe, affiorato dall’inconscio. Ed Emanuele ha voluto un videoclip in bianco e nero che entrasse nella dimensione sospesa del malato di Alzheimer e dei suoi familiari. «La verità dell’immagine, ripete sempre Emanuele. Si tratta della dimensione privata delle difficoltà quotidiane, quell’Altrove che in maniera ermetica narra la canzone», spiega Marco. 

È proprio Lucia che guarda in tv un vecchio duo che intona la canzone patriottica tradizionale “La bella Gigogin” ad introdurci in questa nuova dimensione. Poi entrano le note di “Altrove” e le parole: «Io ti cercherò in una strada che non porta da te e lì disegnerò un gioco d’ombre coi miei gesti che portano altrove». E ancora: «cerco sul muro di carta se c’è un segno, qualcosa che parla di te mi giro di scatto mi accorgo che c’è un segno, qualcosa di te».

Il nome dell’Orchestra ha anch’esso una storia che rimanda ad un “Altrove” temporale: Turi Mangano era il nonno di Rosa che cantava e suonava con la sua fisarmonica per i contadini al lavoro in Sicilia nel primo dopoguerra. Rosa e Marco nel 2012 creando il progetto dell’Orchestra (un primo CD- LP , Naturale EP, è del 2014) hanno voluto rifarsi a quella fisarmonica. L’esperimento vede Rosa come vocalist e al pianoforte accompagnata da giovani musicisti del Conservatorio di ispirazione jazzistica, tutto under 30: Ennio Corica alla batteria, Gianluca Saporita al basso e Paolo Furnari chitarra. Mentre il singolo “Altrove” esce in questi giorni, ad Aprile vedrà la luce un album dell’Orchestra dal sapore cinematografico: “Gli angeli di Wenders”.