La cannabis ad alta potenza aumenta il rischio di disturbi psichiatrici

La cannabis ad alta potenza aumenta il rischio di disturbi psichiatrici


FUMARE cannabis può avere effetti deleteri per la salute mentale? Un dibattito antico, ma che torna attualissimo ora che molte nazioni, dal Canada agli Usa, stanno iniziando a liberalizzare, se non propriamente legalizzare, la vendita e il consumo ricreativo di questa sostanza. L’ultimo contributo in questo senso arriva dagli esperti del King’s College di Londra, che in uno studio pubblicato sulle pagine di Lancet Psychiatry hanno analizzato l’incidenza di disturbi psichiatrici tra i consumatori abituali di cannabis. E stando ai loro risultati, fumare quotidianamente spinelli “ad alta potenza”, cioè con un contenuto elevato di Thc (il principale composto psicotropo della marijuana) potrebbe aumentare in modo consistente il rischio di soffrire di psicosi.

LEGGI – Canada, boom della marijuana legale: scorte quasi esaurite

Si fa presto a dire cannabis

Hashish e marijuana possono sembrare tutti uguali, ma così non è. Se uno spinello negli anni ‘60 conteneva, in media, circa il 4% di Thc, oggi le varietà più diffuse possono arrivare a concentrazioni ben più elevate: tipicamente si va da poco meno del 10%, a oltre il 60% per le varietà più potenti presenti sul mercato. Con una forchetta così ampia, è chiaro che variano notevolmente anche gli effetti: non solo quelli immediati, il livello di “sballo”, diciamo; ma anche le potenziali controindicazioni a lungo termine. E in un periodo in cui molte nazioni stanno scegliendo un atteggiamento di apertura nei confronti di queste sostanze (non solo in ambito terapeutico, ma anche nei confronti del consumo ricreativo), conoscere meglio gli effetti che hanno sulla salute potrebbe risultare prezioso per orientare le scelte in ambito normativo, e per spingere chi le utilizza a un consumo più consapevole. È per questo che il team di ricercatori guidato dall’italiana Marta Di Forti ha deciso di verificare in che modo possano influenzare la salute mentale sia la quantità, che la qualità, di cannabis che viene fumata.

LEGGI – “Dimmi che cannabis usi e ti dirò che rischi corri”

Lo studio

I ricercatori hanno preso in esame 11 siti tra Europa e Brasile, identificando grazie ai sistemi sanitari delle nazioni in questione 900 pazienti che avevano avuto un primo episodio di psicosi tra il 2010 e il 2015, e sottoponendoli a un questionario pensato per accertare se, e con quale frequenza, avessero utilizzato stupefacenti nel corso della vita. Le analisi, ovviamente, si sono concentrate quindi sull’utilizzo di cannabis, e i risultati sono stati comparati con quelli di un gruppo di controllo composto da 1.237 persone sane, paragonabile per età e condizioni socio-demografiche. I risultati hanno dimostrato che frequenza, e tipologia, nel consumo di cannabis sono associati a un maggiore rischio di problemi psichiatrici: fumare spinelli quotidianamente aumenterebbe di circa 3 volte la probabilità di un episodio di psicosi, mentre per un consumo quotidiano di cannabis “ad alta potenza” il rischio schizzerebbe in su di ben 5 volte.

LEGGI – Cannabis sempre più potente, il rischio è l’aumento della pericolosità

Maggiore il Thc, maggiori i pericoli

Tra i siti esaminati, Londra e Amsterdam sono risultati quelli dove la cannabis ad alta potenza causerebbe i problemi maggiori: il 50% dei casi di psicosi nella capitale olandese, e il 30% in quella inglese, sarebbero legati alla cannabis con elevato contenuto di Thc. E non è probabilmente un caso – sottolineano i ricercatori – visto che in paesi come l’Italia, la Spagna o la Francia la cannabis con un contenuto inferiore al 10% risulta ancora piuttosto diffusa nel mercato illegale, mentre in Olanda e nel Regno Unito quella ad alto contenuto di Thc la fa da padrone ormai da anni. È bene sottolineare che attualmente è impossibile stabilire in modo univoco se il legame emerso dallo studio sia frutto di una relazione causale, cioè se consumo di cannabis provochi l’insorgere di disturbi mentali, o non risultino piuttosto associati per un qualche altro motivo. “I nostri risultati sono consistenti con quelli di ricerche precedenti che mostravano come l’utilizzo di cannabis con alte concentrazioni di Thc abbia effetti più dannosi sulla salute mentale rispetto alle varietà meno potenti”, sottolinea Di Forti. “Si tratta inoltre delle prime stime che indicano in che modo il consumo di cannabis potrebbe influenzare l’incidenza di disturbi psicotici a livello della popolazione”.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica