Giornata mondiale del sonno. E tu come dormi?

Giornata mondiale del sonno. E tu come dormi?


ROMA – “Dormire bene per invecchiare bene”. È lo slogan della Giornata mondiale del sonno di quest’anno – in programma venerdì 15 marzo – incentrata sull’importanza del salutare riposo notturno a qualsiasi età. Perché la salute del corpo non passa soltanto per l’attività fisica e una sana alimentazione. Per stare bene abbiamo anche bisogno di un buon sonno ristoratore, fatto di 7-8 ore di riposo profondo e ininterrotto. Una “fortuna” che non tutti hanno: come rivela uno studio svizzero secondo il quale dopo i 50 anni, un uomo su due e una donna su quattro si ritrovano a fare i conti con il russamento patologico e le apnee ostruttive del sonno, disturbi che nella maggior parte dei casi non vengono individuati precocemente.
 

Così si riconoscono i disturbi del sonno

“Dormi bene, non dormirci su”, è una delle iniziative organizzate in occasione della Giornata mondiale, e proposta dagli esperti dell’ospedale milanese Humanitas San Pio X con il patrocinio dell’Associazione italiana pazienti con apnee del sonno (Aipas) per aiutare a riconoscere i principali sintomi dei disturbi del riposo notturno – appunto il russamento patologico e le apnee ostruttive – e capire come curarsi. Non solo: nel centro sarà possibile sottoporsi a visite gratuite e ricevere consigli di prevenzione, trattamento e cura, con la possibilità di riconoscere e riconoscersi nei vari tipi di russamento grazie alla snore experiencing room, un’esperienza immersiva organizzata per questa giornata.
 

Gli effetti collaterali

“Russare non è sinonimo di dormire bene e diventa patologico se, mentre si dorme, l’ostruzione delle vie aeree superiori causa anche apnee del sonno, ossia arresti respiratori di oltre 10 secondi che possono arrivare, nei casi più gravi, a 40 apnee a notte con oltre 400 microrisvegli in 6-7 ore”, spiega Fabrizio Salamanca del Centro per la Diagnosi e la Cura della Roncopatia dell’Humanitas San Pio X. Chi non riposa bene durante la notte potrebbe soffrire di sonnolenza diurna e scarsa capacità di attenzione, effetti collaterali che non soltanto si ripercuotono negativamente sulla capacità lavorativa ma che in molti casi possono portare a sperimentare colpi di sonno al volante, con un più alto rischio di incidenti stradali, o infortuni sul lavoro.

Qualche consiglio per chi russa

La terapia per chi ha questo tipo di disturbi dipende dalla gravità del problema: “Si va da consigli per il sonno fino alla chirurgia che, senza demolire tessuti o strutture anatomiche, risolve il cedimento dei muscoli oro-faringei, la principale causa di apnee ostruttive notturne”, conclude Salamanca. Ecco allora dei consigli da tenere a mente per dormire bene: evitare cibi piccanti, alcool e fumo perché possono indurre il russamento e preferire una posizione prona o di lato invece che supina quando si va a dormire. Ma attenzione anche alla qualità e alla temperatura dell’aria della stanza da letto – bene se è di 19 o 20 °C – perché aria secca e temperature elevate possono causare gonfiore dei turbinati e peggiorare il russamento.
 

I disturbi del sonno non vanno sottovalutati

A lungo andare, chi soffre di apnee ostruttive del sonno e russamento, può trovarsi a fare i conti con una serie di conseguenze negative per la salute: diabete, ipertensione, patologie cardiache, aumento del peso, sono solo alcune delle principali. E come rivela uno studio recentemente pubblicato su ERJ Open Research i disturbi del sonno possono portare a problemi ben più gravi anche tra i giovani: dopo aver analizzato la qualità del sonno in un campione di giovani atleti di rugby statunitensi, i ricercatori hanno osservato in quasi la metà di loro (43%) disturbi legati alla respirazione notturna – come ad esempio cinque o più pause nella respirazione per almeno 10 secondi – riscontrando inoltre in questi atleti una frequenza cardiaca a riposo più alta rispetto agli atleti che godevano di un sonno salutare, oltre che una maggiore tendenza a sperimentare battiti cardiaci irregolari. Sebbene si tratti ancora di osservazioni riguardanti un campione esiguo di persone (una cinquantina), per il team i risultati ottenuti suggeriscono un possibile legame tra i disturbi della respirazione durante il sonno, come il russamento e le apnee, e anomalie cardiache, un’associazione che potrebbe forse far comprendere qualcosa in più su alcuni decessi inspiegabili riguardanti alcuni giovani del mondo dello sport. “Non abbiamo riscontrato condizioni di salute gravi in nessuno degli atleti esaminati in questo studio, probabilmente a causa della loro giovane età – concludono i ricercatori – ma non sappiamo come le loro condizioni di salute possano evolvere in futuro. E’ possibile che la respirazione disordinata durante il sonno possa rappresentare un fattore non trascurabile per questo tipo di decessi inspiegabili”.

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