Genitori e donne più informati sull’Hpv, ma il 32% pensa ancora che colpisca solo le donne

Genitori e donne più informati sull’Hpv, ma il 32% pensa ancora che colpisca solo le donne



Genitori e donne più informati sull’Hpv, ma il 32% pensa ancora che colpisca solo le donne

Presentato stamattina il nuovo Rapporto Censis sul Papillomavirus: le patologie tumorali Hpv correlate uccidono ancora circa mille donne all’anno, ma esistono efficaci strategie di prevenzione


Per il 66% dei genitori e il 67% delle donne i tumori sono le patologie più temute in assoluto. Più delle demenze (temute dal 39,6% dei genitori e dal 42,8% delle donne), delle malattie che causano la non autosufficienza fisica (rispettivamente, dal 33,3% e dal 32,8%) e anche delle malattie cardiovascolari (dal 15,0% e dal 9,6%). Ma il 69,3% dei genitori e il 63,8% delle donne ritiene che i tumori si possano prevenire anche se questa consapevolezza scende al 55% tra le persone con più bassi livelli d’istruzione. Tra le strategie di prevenzione vengono segnalati prima di tutto i controlli medici e diagnostici preventivi (indicati dall’80,3% dei genitori e dall’84,0% delle donne), poi la sana alimentazione (il 73,4% dei genitori). Sono alcuni dei dati che emergono dal nuovo Rapporto del Censis, realizzato con il supporto non condizionato di Msd Italia, presentato oggi a Roma.

I genitori se sanno di più sul Papilloma virus

Ogni anno in Italia si registrano 2.400 nuovi casi di tumore della cervice uterina causati dal Papillomavirus, l’agente virale responsabile del carcinoma della cervice uterina, della vulva, della vagina, dell’ano, del pene, dell’orofaringe e di lesioni precancerose e lesioni genitali esterne (condilomi). Il tumore al collo dell’utero rappresenta ancora una importante causa di morte per le donne. Si stima che, tra i nuovi casi, nel 2018 in Italia erano 986 le donne che non riescono a guarire e vanno incontro al decesso. Questo nuovo Rapporto del Censis analizza gli atteggiamenti nei confronti delle patologie tumorali Hpv correlate e le strategie di prevenzione adottate attraverso un’indagine su due diversi campioni: uno composto dai genitori e uno da sole donne. “Nel 2019 – spiega Ketty Vaccaro, responsabile dell’Area Welfare e salute del Censis – è aumentato il numero di genitori che conoscono il Papillomavirus: dall’85% del 2017 all’88%. La conoscenza è più diffusa tra le donne (95%) e tra le persone con un livello d’istruzione superiore (91%)”. La consapevolezza però è migliorata parzialmente. “Solo la metà dei genitori – prosegue Vaccaro – sa che l’Hpv è responsabile di altri tumori oltre a quello del collo dell’utero. Solo il 42,6% sa che il virus è responsabile dei condilomi genitali. E un terzo dei genitori (32%) pensa ancora che sia un virus che colpisce esclusivamente le donne”.

Da chi si informano i genitori e le donne

Tra le fonti d’informazione indicate dai genitori prevalgono internet (26,7%), i dépliant e le campagne informative (26,3%), i servizi vaccinali delle Asl (25,6%). Tra i professionisti sanitari vengono citati maggiormente il ginecologo e il medico di medicina generale (24,8%). Oltre alle campagne informative (31,1%), le donne fanno più ricorso al ginecologo (30,7%). Nel confronto con la precedente rilevazione del 2017, i media perdono peso. Quelli tradizionali vengono indicati dal 40% dei genitori (erano il 44% nel 2017), mentre internet e i social network dal 26,7% (erano il 30,7%). Cresce la percentuale di genitori che citano come fonti informative i professionisti sanitari (dal 39,1% del 2017 al 53,2% nel 2019) e il servizio vaccinale delle Asl (dal 21,8% al 25,6%).

Pap test e Hpv-test per la prevenzione

Quanto ne sanno oggi le persone sulle strategie di prevenzione del Papilloma virus? “Il Pap-test è uno strumento di prevenzione da tempo entrato a far parte dei comportamenti abituali delle donne italiane. È conosciuto dal 90% dei genitori e dal 95% delle donne. Il 51% dei genitori
conosce l’Hpv-test. L’87% delle donne afferma che il proprio ginecologo ha consigliato il Pap-test” spiega Vaccaro. Il 59% di loro è stato sensibilizzato sull’importanza di trattare l’infezione da Hpv perché può causare il tumore al collo dell’utero. Solo al 35,7% è stato consigliato di effettuare l’Hpv-test. Il 40% delle donne riferisce di aver ricevuto informazioni puntuali sull’Hpv, le modalità di trasmissione e i rischi conseguenti.