Fondi per la non autosufficienza, un commissario per la Calabria

Fondi per la non autosufficienza, un commissario per la Calabria


I soldi ci sono, ma bloccati. Ennesima storia di uno spreco di risorse allocate che ricade sui pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica e sulle loro famiglie. I soldi in questione sono quelli che il governo stanzia ogni anno alle regioni attraverso il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza per consentire alle famiglie con un parente con grave disabilità di sostenere i costi dell’assistenza diretta al proprio domicilio. Sono poi le Regioni che devono provvedere ad erogarli attraverso assegni mensili di cura. Ma in Calabria i Fondi restano bloccati perché continua inspiegabilmente a slittare la pubblicazione dell’avviso pubblico necessario per consentire loro di accedere ai contributi. A denunciare la situazione è l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (Aisla).
 

Che cos’è il Fondo

Il Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze è stato istituito nel 2006 con l’obiettivo di favorire la permanenza nel proprio contesto di vita alle persone affette da grave e gravissima non autosufficienza. Nel corso degli anni il Fondo è stato di volta in volta incrementato e stabilizzato fino ad arrivare al 2017 con una dotazione di 450 milioni di euro. In base alla popolazione, le risorse nazionali ogni anno vengono ripartite tra le Regioni che poi le distribuiscono agli utenti.
 

Le regioni virtuose……

Purtroppo, il Fondo non basta per coprire le necessità di tutti gli aventi diritto e sta quindi alle Regioni amministrare le risorse. Alcune riescono a farlo, mentre altre fanno registrare ritardi nell’erogazione o interruzioni per lunghi periodi. Secondo i dati di Aisla, tra i casi virtuosi ci sono Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Basilicata e Campania: queste regioni erogano il Fondo con continuità e puntualità. Molte di queste, come per esempio la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia-Romagna e le Marche, lo integrano con fondi propri. 
 

…….e quelle che sprecano le risorse

Il caso forse più eclatante è quello della Calabria,  in enorme ritardo nella pubblicazione degli avvisi per l’accesso ai fondi destinati all’assistenza domiciliare degli oltre 600 disabili gravissimi residenti in regione tra cui quasi cento persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica. Infatti, ad eccezione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, la Calabria ha erogato solo i fondi stanziati dal Governo nel 2014 (4,8 milioni) ma non ha emesso alcun avviso pubblico per l’erogazione dei fondi 2015 (5,5 milioni), 2016 (13,8 milioni), 2017 (15,4 milioni) e 2018 (15,5 milioni). Questo si ripercuote con pesantissimi disagi sulle famiglie dei disabili gravissimi che rimangono senza l’assegno di cura per lunghi periodi: solo a dicembre 2018 le famiglie hanno ricevuto i fondi del 2014. Stando alle rilevazioni Aisla, sono in ritardo anche la Sicilia e la Puglia dove si stanno ancora liquidando le risorse stanziate dal Governo nel 2016. Nelle province del Lazio (con eccezione di Roma dove l’FNA è erogato puntualmente) sono in erogazione i fondi del 2016.
 

L’appello di Aisla

 I malati di Sla in Italia sono circa 6.000, di questi circa il 70% è in condizione di non autosufficienza grave, con mancanza di autonomia totale. Si tratta di una malattia irreversibile che necessita di un’assistenza attiva 24 ore su 24. Per andare incontro ai bisogni delle tante famiglie costrette ad arrangiarsi in Calabria, Aisla lancia un appello: “Il ritardo accumulato è ormai di quattro anni. Un vero strazio per centinaia di famiglie che, per quasi un anno, hanno visto negato il contributo. Le famiglie con SLA si trovano in una condizione di non autosufficienza grave che porta la persona ad una totale mancanza di autonomia”, dichiara Massimo Mauro, presidente di AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Il carico assistenziale è pesantissimo e il sussidio di soli 600 euro mensili, per quanto insufficiente, rappresenta l’unico supporto vitale per queste famiglie già duramente provate dalla malattia. “I tempi della burocrazia – prosegue Mauro – sono inaccettabili, ora servono risposte concrete. Chiediamo la nomina di un commissario ad acta che abbia la competenza e la determinazione di gestire esclusivamente il Fondo della Non Autosufficienza in Calabria. Un punto di riferimento tanto per il difficile vivere di tutte le famiglie con SLA, quanto per tutti i corregionali che sarebbero fieri di sentirsi parte di un Paese civile che non abbandona chi è in difficoltà”.  
 
Ma le richieste di Aisla sono più ampie e riguardano tutto il territorio nazionale: “Il nuovo Governo – prosegue Mauro – ha previsto nell’ultima finanziaria l’aumento del Fondo di 100 milioni e riteniamo che l’iniziativa intrapresa dall’esecutivo debba proseguire nei prossimi esercizi in modo da alimentarlo coerentemente con la platea dei beneficiari che continua ad aumentare ogni anno. Infine, chiediamo la convocazione del tavolo tecnico FNA che ormai da troppo tempo non si riunisce”.
 
 

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