Festa della mamma, perché è lei il nostro super-eroe

Festa della mamma, perché è lei il nostro super-eroe


RISPONDE ai bisogni primari dei figli nutrendoli già prima che nascano, poi li segue negli studi, li coccola e li aiuta a diventare autonomi. Per questo la mamma è l’eroe per molti figli. Semmai ce ne fosse stato bisogno, la conferma arriva – alla vigilia della Festa della Mamma – da un sondaggio condotto negli Stati Uniti dallo psicologo Scott T. Allison dell’Università di Richmond. Dal quale emerge che più del 25% degli americani cita la propria madre come l’eroe numero uno. I padri – che certo oggi sono molto più presenti – arrivano dopo con il 16% di preferenze. Una ‘classifica’ valida sicuramente anche in Italia considerata da sempre il paese più ‘mammone’ d’Europa. La curiosità di quest’analisi è che la genitrice appare accanto ai protagonisti di fumetti e film d’avventura e si impone come figura pronta a proteggersi di fronte alle avversità della vita.
 

La piramide dei bisogni umani

Ma perché le mamme di tutto il mondo sono così importanti? Circa sessant’anni fa, lo psicologo Abraham Maslow propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato su una “gerarchia di bisogni”. Alla base della piramide ci sono quelli fisiologici (bere, mangiare, dormire), poi  quelli legati alla sicurezza (dare tranquillità e serenità), quelli di appartenenza, di stima e di autorealizzazione. E, in effetti, la madre ti nutre, ti protegge, ti ama, ti aiuta a connettersi con gli altri e ti incoraggia a diventare migliore. “In pratica – spiega lo psicologo Scott T. Allison dell’Università di Richmond – sta realizzando ciò che gli psicologi, incluso me, hanno identificato come le quattro funzioni importanti di un eroe: fornire difesa e protezione; incarnare intelligenza e saggezza; fornire un modello di comportamento morale ed essere di ispirazione”.
 

L’istinto di protezione che guida l’attaccamento

 
Numerose ricerche hanno indagato sul ruolo intrinseco di ogni madre: quello di proteggere i propri figli da ogni minaccia sia fisica che emotiva. “La gravidanza e il parto hanno un impatto anche sulla psiche delle donne perchè si producono degli ormoni tra cui l’ossitocina, che facilitano sin dai primi momenti la costruzione di un legame in particolare”, spiega Mirta Mattina, coordinatrice del Gruppo di lavoro di psicologia e salute perinatale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio. “Ma l’istinto protettivo è un comportamento genitoriale e non esclusivamente materno tant’è vero che ce l’hanno anche le mamme adottive e i papà perché tutte le volte che c’è prossimità e contatto fisico c’è una produzione di ossitocina che determina un comportamento di reciproco attaccamento”, chiarisce la psicologa sfatando così il mito che la protezione della prole appartenga solo alle donne: “In realtà – aggiunge – viene appreso attraverso i modelli affettivi che si sperimentano nel corso della vita e poi sviluppato attraverso la vicinanza: più siamo vicino ai bambini, più sviluppiamo l’istinto della protezione”.  
 
 
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L’intelligenza trasmessa dalle madri

Secondo molti studi, i figli devono alle madri anche la loro intelligenza. Da vari studi, infatti, è emerso che questa caratteristica si eredita proprio dalle mamme. In particolare, uno studio dell’Università di Cambridge ha evidenziato che nei topi con preponderanza di geni materni, si è osservato un cervello più grande (e un corpo più minuto) mentre nei topi con preponderanza di geni paterni, si è rilevato un cervello più piccolo. Sostanzialmente durante lo sviluppo dell’embrione e del feto, le cellule relative ai geni paterni si concentrerebbero in aree del cervello appartenenti al sistema limbico (deputato alla sopravvivenza, al cibo, al sesso), mentre le cellule date dai geni materni si troverebbero nella corteccia cerebrale, dove si sviluppano le funzioni cognitive avanzate (tra cui intelligenza e linguaggio). Ma non è solo una questione di geni. Infatti, solo il 40-60 per cento dell’intelligenza pare essere ereditaria. Altri studi rivelano che la madre svolge un ruolo importante nello sviluppo intellettuale dei bambini, attraverso il contatto fisico ed emotivo. E un legame sicuro è intimamente connesso allo sviluppo dell’intelligenza. “Se le figure di riferimento sono in grado di cogliere e soddisfare i bisogni emotivi dei bambini – conferma Mattina – poi loro svilupperanno un attaccamento sicuro che produce effetti positivi nella vita tra i quali un buon sviluppo cognitivo”.  
 

Un modello di comportamento, ma attenzione al sacrificio del sé
 

Con i loro sacrifici quotidiani, con la corsa continua per conciliare tutti gli impegni, la maggior parte delle madri lavora sodo per non far mancare nulla alla famiglia e realizzarsi anche professionalmente. Ma così facendo sono davvero un modello ideale per i figli? “Uno stile di vita che prevede il sacrificio di sé non è un buon modello di comportamento”, avverte l’esperta. Se una donna svolge tante attività, riesce a trovare il giusto equilibrio ed è contenta può farlo ed è un buon modello ma se, invece, come spesso accade, la donna corre dalla mattina alla sera per dare il massimo sia a livello professionale che familiare non è un buon modello perché prevede il sacrificio di sé con un impatto anche sui figli che saranno portati a pensare che è quello il modo giusto di vivere”.  E poi spesso quando c’è un sovraccarico di impegni sono i figli stessi a pagarne le conseguenze: “Non è una colpa delle madri ma un’impostazione sbagliata della società: andrebbe rivisto il ruolo dei genitori all’interno delle famiglie e bisognerebbe prevedere azioni concrete di sostegno
alla genitorialità fornendo aiuti familiari e domestici per incentivare le famiglie”, spiega Mattina.
 

Cuore di mamma anche quando è in carriera

Ma anche nella società di oggi nella quale le madri sono spesso fuori per lavoro per tante ore al giorno, sono ancora considerate delle eroine oppure qualcosa è cambiato? Stando al sondaggio svolto dallo psicologo americano, sono ancora in cima alla classifica degli eroi. “Dipende dal fatto che ci offrono un amore incondizionato: le buone mamme sono lì per te quando hai bisogno di supporto emotivo. Ti abbracciano. Ti confortano quando piangi. Ti baciano sulle guance prima di andare a scuola e di andare a letto la sera” spiega lo psicologo Scott T. Allison. Certo le norme sociali stanno cambiando e i padri di oggi sono molto più presenti rispetto alle generazioni precedenti. Eppure le madri occupano ancora un posto speciale nei nostri cuori: “Le nostre prime figure di riferimento nei primissimi anni della vita – conclude Mattina – sono quelle con le quali ci relazioniamo e con cui costruiremo un legame speciale. Poiché statisticamente sono le mamme a prendersi cura dei figli sin dai primi momenti della nascita, ancora oggi è con loro che si sviluppa un rapporto unico”.
 
 

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