Epatite per gli integratori alla curcuma: salgono a 15 i casi in Italia

Epatite per gli integratori alla curcuma: salgono a 15 i casi in Italia


Salgono ancora i casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di curcuma. A darne notizia è il ministero della Salute, che spiega come l’Istituto superiore di sanità ne abbia segnalati finora 15.

Attualmente sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie per individuare la causa responsabile dei casi di epatite e in attesa delle analisi, precisa il ministero, i consumatori sono invitati a titolo precauzionale a sospendere temporaneamente il consumo di tali prodotti. I sintomi di questa patologia sono ittero, prurito diffuso, urine scure e feci di color chiaro, dolori ossei e a volte febbre.

I tre prodotti segnalati il 27 maggio associati ai casi di epatite colestatica acuta sono: Versalis (Geofarma srl (prodotto da Labomar s.r.l); Rubigen curcuma e piperina (lotto 250119 – Naturfarma); Curcumin+piperin – Vegavero (prodotto da Vanatari International, Berlino). I prodotti si vanno ad aggiungere a quelli già segnalati nei precedenti avvisi.

“Sono in corso le verifiche per individuare la causa responsabile dei casi di epatite – ricorda il ministero – in attesa delle analisi, i consumatori sono invitati a titolo precauzionale a sospendere temporaneamente il consumo di tali prodotti”.

Sono state 226 milioni le confezioni di integratori alimentari (di ogni genere, non solo curcuma) vendute in Italia nel 2018 per un consumo pro capite di 7 scatole. Il valore di mercato del comparto è di 3,3 miliardi, mentre l’utilizzo degli integratori coinvolge il 65% della popolazione italiana (32 milioni di persone).


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