Effetto Greta sui pediatri: "La salute dei bambini passa per il rispetto dell'ambiente"

Effetto Greta sui pediatri: “La salute dei bambini passa per il rispetto dell’ambiente”


“NELLO studio del pediatra di famiglia entrano bambini, genitori, nonni. È un luogo privilegiato per veicolare messaggi di buone pratiche ambientai che hanno ricadute  sulla salute dei bambini, nel breve e nel lungo periodo, e delle famiglie. Per questo, perché ci stanno a cuore questi temi, abbiamo invitato Greta Thunberg. Che ha l’età per essere una nostra assistita”, a parlare di salute, di ambiente, di  bambini e di Greta è Mattia Doria, segretario alle attività scientifiche della Fimp la Federazione italiana dei medici pediatri: circa 5500 pediatri di famiglia iscritti. Mille dei quali in questi giorni sono riuniti nel  XIII congresso nazionale della federazione, a Paestum. Dove, lo diciamo subito Greta non c’è (“ma ha ringraziato con molta gentilezza”, dice Doria), ma di ambiente, e forse anche un po’ grazie a lei, si parla comunque.

“È un tema caldo quello ambientale – riprende Doria –  i cui rapporti con la salute sono ben noti e scientificamente provati. I genitori lo sanno che c’è una relazione tra condizioni ambientali e stato di salute, ma hanno bisogno di indicazioni chiare, semplici, che hanno a che vedere con la pratica quotidiana. Di consigli insomma che si possano facilmente seguire”. E i pediatri di famiglia si sono attrezzati per darli, questi consigli. Utilizzando un metodo classico, ma che funziona, gurabìno: poster da affiggere sulle pareti degli studi dei pediatri. Poster di immediata lettura, con messaggi diretti. “In questi giorni li distribuiamo ai congressisti, ma via via verranno spediti  a tutti i nostri iscritti, che sono l’80-90% dei pediatri del SSN”.

 

I poster sono tre e nascono da una collaborazione che FIMP ha avviato con l’Istituto Superiore di Sanità, In particolare sono da un workshop di tre giorni al quale hanno partecipato sia pediatri che ricercatori e tecnici dell’Iss “nel corso del quale – spiega Doria – con il sostegno e la competenza degli esperti Iss abbiamo rivisto la letteratura scientifica su tre argomenti, l’acqua, la plastica e l’energia, e abbiamo ragionato sulle strategie per comunicare le buone pratiche ambientali ai genitori, sempre con l’occhio puntato sulla salute dei piccoli pazienti. Da 4-5 anni siamo impegnati –continua – nell’approfondimento dei temi ambientali, infatti già lo scorso anno abbiamo prodotto altri tre poster: sull’inquinamento indoor, sui dispositivi elettronici,  sulla sicurezza di giocattoli. Ma recentemente – ragiona il pediatra – c’è una maggiore consapevolezza delle famiglia oltre che maggiori evidenze scientifiche che dimostrano il legame tra ambiente e diverse patologie croniche su base anche  epigenetica”,  che cioè che non hanno un’origine genetica ma hanno a che vedere con i meccanismi di regolazione dei geni. Quali per esempio? “Penso a obesità, diabete di tipo 2 o a malattie del neurosviluppo, per esempio”.

 “Quando entriamo nelle case dei nostri pazienti – racconta Doria – le troviamo caldissime, c’è un uso eccessivo di energia per il riscaldamento domestico, e questo non fa bene alla salute dei bambini” né  a quella del pianeta, d’altronde. Per quanto riguarda la plastica, i pediatri FIMP vogliono far passare tre concetti: ridurre, riutilizzare, riciclare “dobbiamo ridurre l’utilizzo degli oggetti in plastica monouso, e optare per oggetti in materiale compostabile e per alimenti sfusi, privi di packaging” dice infatti Doria.
Vanno evitati i contenitori per alimenti in plastica soprattutto quelli non certificati, che possono rilasciare sostanze nocive alla salute soprattutto dei bambini. Anche le bottiglie di acqua in plastica, sottoposte per lunghi periodi a temperature elevate, possono rilasciare sostanze  dannose. “Scegliamo il vetro o altri materiali riutilizzabili, è l’indicazione dei pediatri. “E poi usiamo di più l’acqua del rubinetto che è buona, sicura e controllata e non è in contenitoridi plastica. E non la sprechiamo l’acqua, un bene prezioso: per ogni minuto in meno di doccia se ne  risparmiano 9 litri. Infine consumiamo alimenti che ne richiedono meno per essere prodotti: meno carne nella dieta e più legumi, per esempio”.
 


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Carlo Verdelli
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