Effetto (disastroso) del lavoro agile sulla schiena

Effetto (disastroso) del lavoro agile sulla schiena


Chi poteva immaginare che la sedia della cucina o quella della scrivania, scelta più per estetica che per comodità, sarebbe diventata una postazione di lavoro fissa per settimane e poi mesi. Eppure così è stato, causa lockdown, e l’uso prolungato del computer su una seduta poco ergonomica ha spezzato la schiena a tanti. “Una sedia rigida può causare dolori alla colonna vertebrale, sia nella parte alta cervicale e dorsale, sia in quella bassa lombosacrale”, commenta Simone Ripanti, segretario della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia e chirurgo ortopedico dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni/Addolorata di Roma. “Una sedia con schienale ad S e un’altezza che permette di formare un angolo retto tra colonna e arti inferiori porta a un beneficio o quanto meno riduce la sensazione di dolore a tutta la schiena”. Ora la quarantena è finita, ma il lavoro agile no e c’è chi cerca di rendere la propria postazione di lavoro più confortevole per prevenire e risolvere le sofferenze muscolari.

Posizioni sbagliate e troppo tempo

Come spiega Michele Riva, ricercatore e medico del lavoro all’Università di Milano-Bicocca, lo scopo di una sedia ergonomica è quello di mantenere la colonna vertebrale in una posizione il più naturale possibile, ma non esistono studi che stabiliscono la superiorità di una tipologia piuttosto che un’altra e “ogni lavoratore dovrebbe decidere il modello in base alla sua problematica con l’aiuto di uno specialista”. Esistono però ricerche, come quella condotta su più di 500 lavoratori e pubblicata sull’International Journal of Occupational Medicine and Environmental Health nel 2018, che confermano che chi si lamenta maggiormente di dolori alla schiena e al collo lavora per tante ore senza interruzioni su sedie che supportano solo alcune zone del corpo, con un mouse troppo distante dalla tastiera e con la testa inclinata di 45 gradi. 

Supporto lombare

Tra le caratteristiche imprescindibili di una sedia ergonomica, sottolinea Riva, “lo schienale inclinabile, la possibilità di regolare l’altezza, necessaria per personalizzare la seduta in base alle caratteristiche fisiche di ognuno, e i braccioli, che permettono di appoggiare gli avambracci, rilassare le spalle e il collo”. Funzionali anche “le ruote, che permettono di muoversi con più facilità e non sovraccaricare eccessivamente il rachide negli spostamenti”. Secondo l’esperto, la maggior parte dei dolori lombari e cervicali possono essere alleviati da sedie con queste peculiarità, anche perché “molte hanno la possibilità di incorporare un cuscino o esistono già accessoriate di poggiatesta, supporto lombare o schienale diviso in più parti, orizzontali o verticali, con un ulteriore vantaggio ergonomico”. 

Sulle ginocchia o a palla

Ci sono poi sedute da lavoro meno standardizzate, come quelle con l’appoggio sulle ginocchia, nate in Svezia negli anni Settanta, quelle a sella e quelle a palla. Quasi sempre sono prive di braccioli e poggiatesta, perciò non ideali per chi  ha problemi cervicali. Nelle sedie con appoggio sulle ginocchia “il bacino viene inclinato in avanti, favorendo una postura neutra della colonna vertebrale, e vengono attivati e rinforzati i muscoli della schiena e dell’addome – spiega l’esperto – non sono adatte a chi ha disturbi agli arti inferiori, soprattutto di natura circolatoria, perché i movimenti delle gambe sono limitati”. Lavorano sul bacino, invece, le sedute a sella: “Possono essere faticose perché per mantenere la schiena dritta bisogna impegnarsi, non le suggerirei a persone con scoliosi; lo stesso vale per le sedie a palla”. Chi usa il pallone ergonomico per lavorare fa quasi un allenamento, perché essendo instabile obbliga le persone a utilizzare tutta la muscolatura del tronco per stabilizzarsi nella postura corretta. Un pregio, ma anche un difetto, dato che “dopo qualche ora può diventare faticoso e indurre una posizione leggermente insaccata. In più non è regolabile in altezza e quindi poco personalizzabile – conclude l’esperto – la consiglierei a persone giovani senza problemi specifici”.

Sofferenza lombare

Se ci sono già disturbi alla colonna o si è in presenza di un dolore cronico, le sedie ergonomiche sono un aiuto indispensabile, ma non riescono ad eliminare da sole la sofferenza lombare. “L’utilizzo di medicine, anche quelle transdermiche come i cerotti, sono nel bagaglio del medico per ridurre la sintomatologia dolorosa – conclude il chirurgo ortopedico Ripanti – ma la strategia deve essere più ampia e comprendere anche una serie di esercizi di natura posturale da concordare con un medico e terapista della riabilitazione, monitorando nel tempo la corretta esecuzione se eseguiti in modo autonomo”.