E-cig, allerta dell'Iss: "Verifica su effetti polmonari"

E-cig, allerta dell’Iss: “Verifica su effetti polmonari”


Dopo i casi di decesso legati all’uso delle e-cig, l’Istituto Superiore di Sanità ha diramato un’allerta di livello 2 (su 3) alle Regioni e al ministero della Salute per vigilare sulla “grave malattia polmonare tra le persone che utilizzano le sigarette elettroniche (svapo), con causa sconosciuta” e verificare l’insorgenza “di gravi lesioni polmonari tra le persone che utilizzano prodotti per sigaretta elettronica”.

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La decisione è stata assunta sulla base delle segnalazioni ricevute dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona. L’allerta intermedia indica il rischio di lievi danni per la salute e di diffusione di sostanze nel mercato illecito. Il sospetto fondato delle autorità di controllo è che in America le e-cig vengano usate in modo improprio, ossia utilizzando al posto dei normali liquidi in commercio droghe illegali. Un rischio più remoto in Europa, sottolinea l’Iss, dove i controlli sono assai più serrati.

I casi registrati negli Stati Uniti

I funzionari sanitari degli Stati Uniti, ricorda l’Iss nel documento, “stanno segnalando una serie di gravi lesioni polmonari tra le persone che utilizzano prodotti per sigaretta elettronica (svapo) in diversi Stati in tutto il paese”. Finora sono stati segnalati 1479 casi di malattie polmonari legate allo svapo, 33 i decessi confermati in 24 Stati (dati Cdc). “Sono stati segnalati casi di svapo di una serie di prodotti e di sostanze tra cui quelli contenenti Nicotina, Tetraidrocannabinolo (THC), Cannabis, Cannabidiolo (CBD) e Cannabinoidi Sintetici. Gli investigatori non hanno identificato alcun prodotto o sostanza collegata a tutti i casi. Le prove disponibili non suggeriscono che la causa principale sia una malattia infettiva”.

Le sostanze assunte

Mentre la causa specifica della lesione è sconosciuta, “tutti i pazienti riportano una storia di utilizzo di prodotti per sigaretta elettronica e le informazioni disponibili lasciano pensare ad un’esposizione chimica. I pazienti hanno segnalato l’uso di una serie di prodotti e di sostanze. I dati iniziali provenienti da alcuni Stati riportano che la maggior parte dei pazienti hanno segnalato l’uso di prodotti contenenti Tetraidrocannabinolo (THC); altri hanno segnalato l’uso di THC e Nicotina; alcuni hanno riferito di usare solo Nicotina, mentre altri ancora hanno riferito di usare Cannabidiolo (CBD). Nessun prodotto, sostanza o additivo per sigaretta elettronica è stato identificato costantemente in tutti i casi, e nessun prodotto o sostanza è stato definitivamente collegato a lesioni polmonari nei pazienti”.

I sintomi delle patologie polmonari

I sintomi di queste patologie insorte in America sono diversi: “In molti casi i pazienti riferiscono di un inizio graduale dei sintomi, con tosse, difficoltà respiratorie, respiro corto e/o dolore toracico prima del ricovero ospedaliero. Alcuni casi hanno anche riferito di malattie gastrointestinali, tra cui vomito, diarrea e affaticamento. Le radiografie del torace hanno mostrato opacità bilaterali, e la TC del torace ha dimostrato diffuse opacità a “vetro smerigliato”, spesso con problemi sub-pleurali. Alcuni pazienti hanno avvertito una compromissione della funzione respiratoria progressiva che ha richiesto la ventilazione meccanica, successivamente migliorata dopo corticosteroidi”. Per quanto riguarda l’Europa, “date le limitate informazioni sulle cause specifiche delle lesioni polmonari segnalate negli Stati Uniti, la rilevanza immediata di questa epidemia per l’Europa è attualmente sconosciuta.

Ciononostante, le prove suggeriscono un’esposizione chimica come causa delle lesioni, e quindi non si può escludere una potenziale minaccia in questo momento a causa della catena di fornitura globalizzata dei prodotti e degli ingredienti delle sigarette elettroniche”.

I fumatori in Italia

In Italia 900 mila persone fanno uso di sigarette elettroniche, circa l’80% fuma anche le sigarette tradizionali, mentre un 5% si è avvicinato al mondo del fumo con le sigarette elettroniche. A questi 900 mila si aggiungono poi 600 mila persone che usano prodotti da tabacco riscaldato con dispositivi che producono vapori con nicotina riscaldando il tabacco ma senza combustione.

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Carlo Verdelli
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