Dimmi che taglia di reggiseno hai e ti dirò quanto sport fai

Dimmi che taglia di reggiseno hai e ti dirò quanto sport fai



Dimmi che taglia di reggiseno hai e ti dirò quanto sport fai

Le donne più dotate tendono a fare meno attività fisica. E meno impattante. Perché sì, le dimensioni possono essere un ostacolo. E creare anche dolori. I risultati di uno studio australiano


LE donne con un seno particolarmente prosperoso tenderebbero a fare meno attività fisica e meno intensamente delle loro coetanee con misure meno ingombranti. È quanto suggerisce uno studio osservazionale australiano pubblicato sul Journal of Science and Medicine in Sport

L’influenza del seno

Le autrici, tre ricercatrici del laboratorio di Biomeccanica alla Faculty of Science, Medicine & Health dell’Università di Wollongong, in Australia, hanno arruolato 355 donne tra 18 e 75 anni e le hanno divise in 4 gruppi in base alle dimensioni del seno: piccolo, medio, grande e molto grande. Tutte avevano compilato l’Active Australia Survey (il sondaggio dell’Australian Institute of Health and Welfare che misura tempo, tipo di attività fisica e grado di conoscenza dei benefici in  termini di salute del movimento) sulla base di quanto si erano mosse nel corso della settimana precedente all’arruolamento. E a tutte era stato chiesto di dichiarare se  le dimensioni del seno influenzavano oppure no gli allenamenti. Fatto questo, le autrici sono passate all’analisi dei dati.

Il risultato

Ebbene, le donne con il seno “molto grande” avevano svolto in totale meno attività fisica e di tipo meno intenso rispetto alle altre. E quelle con seno soltanto “grande” meno delle donne con seno piccolo e medio. E siccome, quando si tratta di comportamenti umani, sui grandi numeri in genere i conti tornano, una percentuale piuttosto elevata di donne con seno grande e molto grande ha anche dichiarato di aver percepito la dimensione del proprio seno come un elemento capace di influenzare quantità e intensità dell’attività fisica.

La taglia? Una potenziale barriera

Ora, visto che tutti – e tutte – siamo consapevoli del fatto che muoversi con regolarità faccia bene alla salute delle ossa, della mente, del cuore e di molto altro ancora, le autrici hanno concluso che la dimensione del seno andrebbe “considerata come una potenziale barriera per le donne che fanno attività fisica”, e soprattutto che “sono necessarie strategie per aiutare le donne con seni grandi e ipertrofici in tutti i tipi di attività fisica e di intensità, così che tutte possano godere dei benefici per la salute che si associano a uno stile di vita attivo”.

Disagio e dolore

Il problema è che durante un allenamento il seno – ovviamente – si muove (anche oltre 10 centimetri, sembra, in senso longitudinale). Il che per alcune donne già di per sé può essere fonte di imbarazzo. Ma non è solo, e non è tanto, questione di disagio o vergogna. Un seno, uno pesante ma anche uno normale, sottoposto a sollecitazioni prolungate  (che i reggiseni sportivi attenuano, ma non eliminano del  tutto) può fare male, cioè provocare mastalgia. Uno studio del 2013 uscito sul British Journal of Sports Medicine, una rivista del gruppo BMJ, rilevava che un terzo delle donne che aveva partecipato alla maratona di Londra nel 2012 aveva in effetti sperimentato mastalgia. E che c’era una correlazione tra dolore e taglia del seno. Si capiscono dunque i risultati della ricerca australiana. Almeno: li capiscono le donne.