Il vaccino arriverà. Certo, in ritardo rispetto alle prime donne della medicina mondiale, ma, d’altra parte, l’Italia non è più nemmeno attrice di primo piano, come, invece è stata. Le date le vedremo, ma da qui alla primavera un po’ di italiani saranno già stati vaccinati. Restano sul piatto due questioni: ci vaccineremo tutti? È giusto proteggere per primi gli anziani?

I sondaggi dicono che meno del 65% degli italiani è disposto a farlo (con persino i distinguo di chi lo vorrebbe solo in un secondo tempo, di modo da lasciare agli altri le eventuali reazioni avverse). Mentre è noto che per avere l’immunità di gregge si dovrebbe coprire tra il 70 e l’80% della popolazione. Se i furbetti del vaccino si defilano non si risolve un bel niente. Dunque? E renderlo obbligatorio? Nessun trattamento sanitario può essere coatto, gridano i puri con la Costituzione in mano. Dimenticandosi che la stessa carta prevede il Tso (trattamento sanitario obbligatorio). E che da nove mesi rinunciamo ogni giorno a una manciata di diritti, per il bene comune. Si fa, con gioia se serve a salvare vite. Vaccinare l’80% degli italiani lo farebbe. Dunque, è bene cercare un meccanismo che lo renda se non obbligatorio (inopportuno politicamente) almeno indispensabile per vivere normalmente.

Il piano del governo dice che saranno vaccinati per primi gli anziani. Ma siamo sicuri che sia l’idea giusta? Secondo Science, no. Inanzitutto perché vaccinando un anziano proteggiamo lui/lei e pochissimi altri.  Mentre coi giovani le cose vanno all’incontrario: vaccinarne uno significa proteggerne tanti, a partire dai nonni, perché i ragazzi escono, vanno a scuola e a divertirsi, ed è giusto così. Non solo: gli anziani sono saggi, hanno capito (perlopiù) i rischi, si proteggono. Chi non lo fa sono i giovani, e sappiamo che in questa seconda ondata sono stati colpitissimi, il vettore dell’epidemia. Vacciniamoli subito, rimandiamoli a scuola, all’università, ai primi amori, in spiaggia. E noi, in età, mordiamo il freno, facciamo attenzione, stiamo un po’ più in casa. Usciamo con la mascherina. Tanto non è più il tempo di andare in giro a baciarsi con uno sconosciuto sotto le stelle.



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