Cina: 291 nuovi casi del virus, sei morti. Fiumicino: "Controllare i passeggeri dei voli in arrivo"

Cina: 291 nuovi casi del virus, sei morti. Fiumicino: “Controllare i passeggeri dei voli in arrivo”


Altre due persone sono morte in Cina dopo essere state contagiate dal coronavirus individuato per la prima volta a inizio dicembre a Wuhan, portando così a sei le vittime totali. I nuovi casi di infezione salgono a 77 nel Paese, dove si contano in totale 291 persone contagiate e 922 I pazienti che restano sotto osservazione negli ospedali cinesi. Lo riferiscono le autorità sanitarie locali, confermando che sono sette finora le persone colpite fuori dalla cittadina cinese epicentro del focolaio dell’epidemia: sono stati segnalati casi a Pechino e Guandong in Cina, e poi in Thailandia, Giappone e Corea del Sud. Tutti dati che la Cina, ha fatto sapere il ministero degli Esteri Geng Shuang, intende condividere con i rappresentati degli altri Paesi invitati alla riunione indetta dall’Oms sulle regolamentazioni sanitarie internazionali da adottare alla luce della diffusione del virus.

A fare il punto sulla diffusione è anche il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che ritiene comunque ancora basso il rischio dell’arrivo del virus in Europa.

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Tutti i casi che sono stati diagnosticati fuori da Wuhan sono relativi a persone che avevano viaggiato nella città cinese, dove sono in corso attività e misure ulteriori di igiene e pulizia ambientale. Pur essendo basse, le probabilità di arrivo del virus nell’Unione europea possono ora aumentare con le imminenti celebrazioni del Capodanno cinese, previste tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, per via dell’aumento dei viaggi da e per la Cina.

Ue, controlli negli aeroporti

In Europa sono tre gli aeroporti che hanno voli diretti con Wuhan, tra cui Roma Fiumicino, mentre altri hanno connessioni indirette. E proprio dalla direzione sanitaria dell’aeroporto romano Leonardo Da Vinci arriva l’allerta a tutte le compagnie aeree che hanno collegamenti con il Paese perché vengano effettuati controlli sui passeggeri in arrivo. “Tutte le compagnie aeree con voli provenienti dalla Cina (tutti gli aeroporti) sia con voli diretti che con scalo intermedio devono avere a bordo un numero di Plc (scheda individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica) pari al massimo numero di passeggeri ed equipaggio imbarcabili”, si legge nella richiesta, nella quale si sottolinea che “è fatto obbligo alle compagnie aeree di mettere in atto quanto disposto”.

In un documento allegato vi è la “scheda di individuazione passeggeri per fini di sanità pubblica (Plc) ” che – si legge – deve essere compilata nei casi in cui l’autorità di sanità pubblica sospetti la presenza di una malattia infettiva. Le informazioni fornite aiuteranno le autorità di sanità pubblica a controllare l’evento permettendo loro di seguire i passeggeri che possano essere esposti alla malattia infettiva. Le informazioni e i dati saranno trattati dall’autorità di sanità pubblica in conformità con le leggi vigenti e saranno usate solo per scopi di sanità pubblica”.

Il virologo: “Rischio pandemia monitorato”

“E’ chiaro che i cinesi dicono abbastanza poco” sul nuovo coronavirus, “ma penso che la situazione vada vista anche in positivo: sono riusciti a individuare una ‘fogliolina’ in un mare sconfinato. Questi circa 200 casi di polmonite, che magari saranno anche molti di più e potrebbero sbarcare anche in Italia, sono però una piccola epidemia, che è stata individuata per tempo e che è ora, per questo, contenibile”, spiega il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco. “Il quadro va sicuramente visto nel suo evolversi nel tempo – osserva – perché si tratta di una forma non peculiare di infezione, che provoca una comune polmonite. Ma io voglio vedere il positivo: un’epidemia è come un incendio, inizia in una piccola zona, poi aumenta e poi qualche spezzone vola via (e questo potremmo accomunarlo ai viaggi delle persone nel mondo). E’ chiaro che oggi, rispetto al passato, dopo l’esperienza dell’H1N1, della Sars, della Mers, è stata rinforzata la capacità di individuazione della situazione di rischio. Con le pandemie di spagnola o la Hong Kong in qualche modo l’uomo è stato colpito in faccia e la situazione era incontrollabile. Oggi invece, pur essendo possibile che arrivino casi in Europa e in Italia come è già avvenuto in passato – conclude l’esperto – è presumibile che ci sarà una reazione complessiva del sistema in modo da poter circoscrivere e tamponare l’infezione”.

In Giappone l’attenzione resta alta

Il governo giapponese adotterà nuove misure per contenere la minaccia, dopo il primo caso confermato la scorsa settimana nel Paese del Sol Levante. Il premier Shinzo Abe si è riunito con i ministri preposti e ha ordinato l’applicazione di un sistema di quarantena per il controllo dei passeggeri provenienti dalle aree definite a rischio, nel tentativo di prevenire l’espansione del virus in vista del Capodanno cinese (24-30 gennaio).

I pazienti sospetti verranno esaminati dall’Istituto nazionale delle malattie infettive, e le autorità sanitarie manterranno una stretta vigilanza delle persone che sono state in contatto con gli individui infetti. Il governo coordinerà le informazioni con gli altri Paesi e le rilevanti organizzazioni, tra cui l’Organizzazione mondiale della Salute (Who), mantenendo la popolazione costantemente aggiornata. Abe ha confermato che finora in Giappone non si sono verificati casi di trasmissione da persona a persona, ma la vigilanza rimarrà alta. L’unico caso di polmonite associata a corona virus registrato in Giappone riguarda un uomo di circa 30 anni, cittadino cinese, rientrato da un viaggio a Wuhan a inizio gennaio.

Australia, test di biosicurezza negli scali aerei

Le autorità australiane hanno deciso di effettuare test di biosicurezza sui voli in arrivo a Sydney dalla città cinese di Wuhan per individuare ogni persona infettata dal nuovo coronavirus. Lo ha annunciato il responsabile sanitario australiano Brendan Murphy, sottolineando che ancora nessuna persona è stata confermata positiva al virus misterioso. Un uomo proveniente dal Wuhan è stato posto in quarantena a Brisbane, ma si aspetta ancora di avere i risultati dei test per sapere se è affetto dal nuovo coronavirus. Secondo Murphy non vi è modo di impedire completamente l’arrivo del virus misterioso in Australia. “L’incubazione – ha spiegato – dura probabilmente circa una settimana. Molte persone sono completamente asintomatiche durante l’incubazione, senza sintomi e senza febbre”. Tuttavia Murphy ha voluto rassicurare il pubblico: “non c’è necessità di allarme, il rischio per gli australiani rimane relativamente basso, anche se vi è necessità di mantenere una sorveglianza attiva e precauzionale della situazione”.

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Carlo Verdelli
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