Anche il dolore ha il suo termostato: il livello cresce se aumenta lo stress

Anche il dolore ha il suo termostato: il livello cresce se aumenta lo stress


ROMA – Il cervello influenza la percezione del dolore ed è in grado di abbassarne o innalzarne il segnale. Uno studio americano, pubblicato su Cell Reports, ha descritto per la prima volta il circuito cerebrale responsabile dell’intensità della sofferenza, comparandolo al meccanismo e al funzionamento con cui un termostato controlla la temperatura nella stanza di una casa. La ricerca, coordinata da Yarimar Carasquillo, del National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih), conclude che l’amigdala è la struttura cerebrale responsabile della percezione del dolore.

Questa zona è l’elemento del cervello che permette di reagire allo stress o all’ansia e anche a focalizzare l’attenzione su specifiche attività. In condizioni di stress o ansiogene, l’attività dei neuroni dell’amigdala aumenta la sensazione di dolore. Al contrario, quando l’attenzione è assorbita da un compito preciso il dolore diminuisce. La sensazione dolorosa, dunque, risente dell’ambiente che ci circonda. 

In generale, però, il dolore è un segnale inviato dal corpo come protezione: avverte di un rischio e permette di intervenire, come nel caso di un infarto o di un’appendice infiammata. Le persone che nascono con un’insensibilità al dolore, inoltre, non sono in grado di comprendere, per esempio, la gravità di una ferita o di qualsiasi disturbo e rischiano più facilmente di morire perché il loro meccanismo d’allarme non funziona. Lo studio, realizzato sui topi, punta a migliorare la comprensione della modulazione del dolore per mettere a punto trattamenti più efficaci e controllare meglio la sofferenza inutile.

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Carlo Verdelli
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