Amazon Award, vincono robot comunicanti - Hi-tech

Amazon Award, vincono robot comunicanti – Hi-tech


(ANSA) – MILANO, 14 FEB – Robot che comunicano tra loro come
se fossero un corpo solo per rendere più sicuro spostare e
sollevare carichi pesanti tra gli scaffali e in magazzino: è il
progetto che ha vinto l’Innovation Amazon Award a Milano, che ha
visto protagonisti gli studenti del Politecnico lombardo. Dopo
le tappe di Torino e Milano, domani a Roma sarà rivelato il nome
della squadra vincente nell’Universita’ di Tor Vergata e di
quella, fra i tre atenei, che visiterà la sede di Amazon a
Seattle. “La nostra idea è stata quella di applicare due
tecnologie già esistenti per rendere più efficienti e sicuri gli
spostamenti dei carichi pesanti”, spiegano Giulia Merati e
Giorgio Manenti, che insieme a Sofia Lamberti e Filippo Pennati
Belluschi si sono classificati primi. In particolare hanno
utilizzato il robot Kiva, già impiegato nei centri di Amazon,
facendolo comunicare con un robot simile per sollevare insieme i
pallet che attualmente vengono sollevati dagli operai, con il
rischio di cadute e pericoli per la sicurezza.
Nel progetto dei ragazzi i robot vengono utilizzati anche per
scaricare le merci dai camion. “La comunicazione tra i robot –
proseguono gli studenti – avviene grazie alle tecniche e ai
principi della robotica distribuita. In ognuno di essi viene
installato un microchip, del valore di circa 20-30 euro, che dà
loro ‘intelligenza’, facendoli agire come se fossero un corpo
solo”.
   
I progetti premiati “sono degli ottimi lavori perché non si
sono tradotti in un puro esercizio accademico, ma hanno cercato
di risolvere dei problemi pratici calandosi nella nostra vita
lavorativa di tutti i giorni”, rileva Stefano La Rovere,
responsabile del centro Advanced technology di Amazon Europa,.
   
Complessivamente sono 200 gli studenti del Politecnico di
Milano che hanno partecipato alla sfida, divisi in gruppi di 4-5
persone, e 43 i progetti presentati. “Questo premio – conclude
Riccardo Mangiaracina, docente di Logistic management – ha
permesso ai ragazzi di lavorare in gruppo, in un contesto
multiculturale, visto che il 20% sono stranieri, entrando in
contatto con una realtà lavorativa importante”. (ANSA).
   

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