Monthly Archive Gennaio 27, 2020

Germania: indice Ifo scende a 95,9 punti – Economia

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Germania: indice Ifo scende a 95,9 punti – Ultima Ora

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Coronavirus dalla Cina: due casi in Francia. Falso allarme a Bari e Parma

Gennaio 27, 2020 Commenti disabilitati su Coronavirus dalla Cina: due casi in Francia. Falso allarme a Bari e Parma By admin

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BARI. Tanta paura ma nessun contagio da coronavirus cinese per la donna ricoverata al Policlinico di Bari, una cantante, dopo aver manifestato sintomi di infezione polmonare. I risultati dei test effettuati all’Istituto Spallanzani di Roma escludono il contagio da 2019-n-CoV che in Cina ha causato la morte di 26 persone. E si attende la risposta definitiva anche per il secondo caso sospetto: una musicista ricoverata all’Ospedale Maggiore di Parma cui è stata diagnosticata un’influenza di tipo B. È l’esito dei primi accertamenti dell’istituto di Igiene dell’Università di Parma su tampone orofaringeo. Manca solo la conferma dello Spallanzani per escludere la presenza di coronavirus. Le due colleghe erano rientrate in Italia da Wuhan, cittadina focolaio del virus, dove si trovavano in tour insieme.

La paziente di Parma è in buone condizioni e non ha più febbre. Il caso, riferiscono i sanitari, è quindi solo sospetto. Non risultano altre persone che siano state in contatto con la donna, spiega l’infettivologo Carlo Calzetti, e che abbiano al momento sintomi analoghi. I dati del caso sono stati inviati allo Spallanzani di Roma e al Sant’Orsola di Bologna.

“È stato un falso allarme fino a un certo punto, perché è una persona che viene da una zona a rischio con una sintomatologia compatibile con quella del coronavirus. Quindi non è un falso allarme, è un allarme reale che è stato sciolto trovando un altro agente. In ogni caso dobbiamo avere tutte le conferme”, ha precisato il professor Angarano riguardo al caso sospetto del Policlinico barese.

Nel frattempo dalla Francia arriva la conferma dei primi due casi di contagio registrati in Europa dall’inizio dell’epidemia a dicembre. Si tratta di un paziente ricoverato a Bordeaux e un altro a Parigi, entrambi risultati positivi al coronavirus. Il primo è un uomo di 48 anni di origine cinese che risiede nel dipartimento della Gironda ed era andato a Wuhan per ragioni di lavoro. “E’ stato in contatto con una decina di persone dal suo arrivo in Francia”, fa sapere la ministra della Salute francese Agnes Buzyn. Il paziente contagiato che si trova ricoverato all’ospedale parigino Bichat “ha fatto un viaggio in Cina, – ha detto Buzyn – ma non sappiamo se abbia soggiornato a Wuhan”. E conclude: “E’ probabile che ci siano altri casi”.

Finora sono circa 900 i casi confermati in tutto il mondo di persone infette con il coronavirus scoperto per la prima volta in Cina. Le autorità di Pechino hanno disposto la chiusura di alcune parti della Grande Muraglia e ordinato alle agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour interni e internazionali. L’ambasciata d’Italia a Pechino esclude per ora casi di contagio tra i connazionali. Ieri, l’Organizzazione mondiale della sanità ha detto che il virus non rappresenta un’emergenza sanitaria globale, nonostante l’attenzione resti alta.

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Borsa: Europa affonda con coronavirus, Londra -2,2% – Economia

Gennaio 27, 2020 Commenti disabilitati su Borsa: Europa affonda con coronavirus, Londra -2,2% – Economia By admin

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Slovenia: si dimette a sorpresa premier – Ultima Ora

Gennaio 27, 2020 Commenti disabilitati su Slovenia: si dimette a sorpresa premier – Ultima Ora By admin

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Coronavirus dalla Cina: studio Gb, a Wuhan possibili fino a 350 mila contagi

Gennaio 27, 2020 Commenti disabilitati su Coronavirus dalla Cina: studio Gb, a Wuhan possibili fino a 350 mila contagi By admin

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LONDRA – La capacità riproduttiva del misterioso coronavirus diffusosi a partire dalla città cinese di Wuhan è superiore a quella considerata fino ad ora. E – pur avvertendo che il modello matematico usato potrebbe essere influenzato dalla reale consistenza dei dati al momento a disposizione – i ricercatori dell’università di Lancaster (Inghilterra), della University of Florida (Usa) e della University of Glasgow (Scozia) hanno elaborato previsioni inquietanti: soltanto a Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia che ha già fatto 41 vittime nel gigante asiatico, sono possibili fino a 350 mila nuovi contagi nel giro di appena due settimane. La “forchetta” esattamente va da 164.602 a 351.396 contagi. Al momento i contagiati superano le 1300 unità, in Cina.

Ma non solo (e qui la variabile dei dati reali a disposizione), per gli studiosi al momento a Wuhan – nonostante l’allarme lanciato tempestivamente dalle autorità sanitarie cinesi – è stato identificato soltanto il 5,1% delle infezioni a Wuhan. E questo a causa della difficoltà di diagnosticare questa nuova malattia e, soprattutto, della difficoltà di bloccare i viaggi da questa città in grado di fermare l’infezione.

in riproduzione….

Altro dato: gli scienziati suggeriscono anche che il blocco dei trasporti a Wuhan “probabilmente non riuscirà ad essere efficace” nel frenare il contagio in Cina: “Con il 99% di riduzione effettiva dei movimenti, l’entità dell’epidemia all’esterno della città epicentro può essere ridotta solo  del 24%”. “Se non cambia nulla nel controllo o nella trasmissione, ci aspettiamo dunque ulteriori epidemie nelle città cinesi e che l’infezione continui ad essere esportata verso destinazioni internazionali a un ritmo crescente”, si legge nelle conclusioni dello studio. “Tra 14 giorni, il 4 febbraio 2020, il nostro modello predittivo indica che il numero di persone contagiate a Wuhan sia superiore a 250 mila.

Le città che potrebbero essere colpite maggiormente in Cina sarebbero Shanghai, Pechino, Guangzhou, Chongqing e Chengdu. E per via dei viaggi internazionali, all’estero il rischio maggiore si corre è in  Thailandia, Giappone, Taiwan, Hong Kong e Corea del Sud.

 


“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

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Borsa: Milano apre in forte ribasso – Economia

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Terremoti: Turchia, morti salgono a 39

Gennaio 27, 2020 Commenti disabilitati su Terremoti: Turchia, morti salgono a 39 By admin

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Bambini più a rischio congiuntivite da inquinamento

Gennaio 27, 2020 Commenti disabilitati su Bambini più a rischio congiuntivite da inquinamento By admin

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I BAMBINI sono piu’ a rischio congiuntivite da inquinamento. Di fronte ai livelli record che l’inquinamento ha registrato nell’ultimo periodo, tra i diversi danni alla salute prodotti dalle polveri sottili, c’e’ anche l’inaridimento del prezioso film lacrimale che ricopre la superficie degli occhi: il particolato, insomma, agendo sull’occhio come talco, ci porta via anche le lacrime. Gli esperti parlano di “congiuntivite da inquinamento”. “E’ una nuova entita’ nosologica, caratterizzata da arrossamento, secchezza e tic”, evidenzia Paolo Nucci, professore ordinario presso l’Universita’ Statale di Milano e direttore Oculistica dell’Ospedale San Giuseppe di Milano. “Coinvolge prevalentemente i bambini, piu’ esposti alle polveri sottili perche’ di bassa statura e sommersi dall’inquinamento stradale”, aggiunge.

“Nell’ultimo mese – prosegue Nucci – e’ stata registrata a Milano un’impressionante serie di accessi presso gli ambulatori oculistici pediatrici: il genitore riconosce una tendenza compulsiva ad ammiccare, mentre l’oculista non e’ in grado di rilevare altre anomalie se non un’insolita fragilita’ del film lacrimale. Sono le polveri sottili che ‘asciugano’ le lacrime e inducono il bambino a strizzare gli occhi molto spesso per ricostituire lo strato protettivo. Recenti studi hanno attestato la corrispondenza tra maggiori livelli di inquinamento e recrudescenza dei disturbi oculari”.

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C’e’ un modo per fronteggiare il problema. “L’unica precauzione che possono adottare i genitori e’ quella di lavare gli occhi dei bambini con appositi colliri ripristinanti il film lacrimale”, spiega l’esperto. “Acqua o semplice soluzione fisiologica avrebbero l’effetto di diluire la lacrima, disperdendo enzimi, proteine e altre sostanze protettive. L’ideale – aggiunge – e’ applicare questi succedanei delle lacrime prima di uscire, in modo che durante l’esposizione alle polveri gli occhi siano il piu’ idratati possibile. Tuttavia, se il disturbo persiste, meglio consultare un oculista per verificare che non si tratti di altro, come una congiuntivite allergica”.

Alcuni accorgimenti di ordine pubblico, ragionevoli e di semplice esecuzione, permetterebbero di migliorare la qualita’ dell’aria, a beneficio non solo di polmoni e bronchi, ma anche degli occhi. “E’ necessario intervenire con misure drastiche e non temporanee per migliorare la qualita’ dell’aria e impedire la cronicizzazione del quadro. Ad esempio, bloccare l’accesso al centro storico a mezzi molto inquinanti come i bus turistici, che spesso sostano con il motore acceso, producendo grandi quantita’ di polveri sottili. Un’altra soluzione facilmente attuabile – dice Nucci – potrebbe essere il lavaggio frequente delle arterie piu’ trafficate della citta’, soprattutto nei periodi di piogge scarse. Gli pneumatici, infatti, transitando sull’asfalto, non solo rilasciano a loro volta una patina di materiale inquinante, ma risollevano anche le polveri gia’ presenti nell’aria e sedimentate al suolo”.


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Carlo Verdelli
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Borsa: Milano limita danni con banche – Economia

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