Monthly Archive Gennaio 2019

Somalia: 24 Shabaab uccisi in raid Usa – Ultima Ora


(ANSA) – JOHANNESBURG, 31 GEN – E’ di almeno 24 miliziani
Shabaab uccisi il bilancio di un bombardamento aereo compiuto
dagli Stati Uniti nella Somalia centrale. Lo riferisce l’Africa
Command statunitense, precisando che il raid ha preso di mira un
campo di addestramento nei pressi di Shebeeley.
   
Lo scorso anno, gli Usa hanno compiuto circa 50 raid aerei in
Somalia.
   



L’Ue crea gruppo contatto per Venezuela – Ultima Ora


(ANSA) – BRUXELLES, 31 GEN – L’Ue ha deciso di “stabilire un
gruppo di contatto internazionale per accompagnare il processo
democratico verso nuove elezioni presidenziali in Venezuela”. Il
gruppo sarà coordinato dall’Ue, il suo lavoro sarà soggetto ad
una revisione dopo 90 giorni, ne faranno parte alcuni Paesi
dell’Unione, tra cui l’Italia, e Stati dell’America Latina. Lo
ha annunciato l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al
termine della prima giornata di lavori della riunione dei
ministri degli Esteri, a Bucarest. “Il gruppo di contatto non è
una mediazione o un dialogo formale, ma serve ad accompagnare il
percorso” attraverso la pressione internazionale “per permettere
ai venezuelani di esprimersi in modo democratico e pacifico con
nuove elezioni presidenziali. Se il gruppo di contatto non avrà
una dinamica costruttiva o utile sul terreno entro 90 giorni,
sarà sciolto. La prima riunione si terrà la prossima settimana”,
ha detto Mogherini, che ha spiegato di averne parlato anche col
segretario di Stato Usa Mike Pompeo.
   

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Pelosi a Trump: niente soldi per il muro – Ultima Ora


(ANSA) – WASHINGTON, 31 GEN – Per il muro tra Stati Uniti e
Messico “non ci sarà nemmeno un soldo”: parola della speaker
della Camera del Congresso Usa Nancy Pelosi, tornata a
respingere la pressante richiesta di Donald Trump che minaccia
un nuovo shutdown. Pelosi si riferisce al testo che repubblicani
e democratici stanno negoziando per tentare un compromesso entro
il prossimo 15 febbraio.
   
E Trump risponde: “Un accordo senza muro col
Messico non funziona. Sta giocando”. “Pelosi pregherà per un
muro”, aggiunge, ricordando l’arrivo di nuove carovane di
migranti dall’Honduras.
   

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Meccanismo Ue contro sanzioni Usa a Iran – Ultima Ora


(ANSA) – BRUXELLES, 31 GEN – Francia, Germania e Regno Unito
hanno avviato ufficialmente un canale speciale (Spv) per i
pagamenti con l’Iran, per aggirare l’ostacolo delle sanzioni Usa
e tenere in piedi l’accordo sul nucleare con Teheran,
traballante dopo l’uscita unilaterale di Washington e la
reimposizione delle sanzioni americane con effetto
extraterritoriale avvenuta a novembre.
   
Ma i ministri degli Esteri tedesco Heiko Maas, francese
Jean-Yves Le Drian, e britannico Jeremy Hunt, nel presentare lo
strumento a margine della riunione dei capi delle diplomazie
europee a Bucarest, hanno messo in guardia: “I nostri sforzi per
salvaguardare le disposizioni economiche dell’accordo sul
nucleare dipendono dal pieno rispetto di Teheran dei suoi
impegni”. Una condizione per il momento pienamente assolta dal
regime degli ayatollah, secondo quanto certificato dalla recente
relazione dall’Aiea, l’agenzia internazionale incaricata dei
controlli.
   

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Libano: accordo per nuovo governo Hariri – Ultima Ora


(ANSA-AP) – BEIRUT, 31 GEN – Le fazioni politiche libanesi
hanno trovato l’accordo per la formazione del nuovo governo,
mettendo fine a 9 mesi di stallo. Il premier sarà ancora Saad
Hariri.
   
Il nuovo governo è formato da 30 ministri. E per la prima
volta nella storia del Libano una donna, Raya al Hasan, del
partito al Mustaqbal guidato dal premier Hariri, è stata
nominata ministro degli interni.
   
Si tratta di un “governo di unità” nazionale formato da tutti
i partiti politici, incluso il movimento sciita libanese
Hezbollah. Il Partito di Dio mantiene alcuni dicasteri, come la
Salute, e anche il controllo indiretto di altri ministeri grazie
a esponenti alleati al movimento filo-iraniano.
Saad Hariri, ex alleato dell’Arabia Saudita in Libano, è il
premier sostenuto da tutti i partiti politici. Per convenzione,
il premier libanese deve essere sunnita, mentre il capo dello
Stato cristiano maronita, e il presidente del parlamento sciita.
   

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Trump uscirà da trattato armi atomiche – Ultima Ora


(ANSA) – WASHINGTON, 31 GEN – L’amministrazione Trump
dovrebbe annunciare domani il ritiro degli Usa dallo storico
trattato con la Russia per il controllo degli armamenti nucleari
(Inf), firmato da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov e pietra
miliare della fine della Guerra Fredda.
   
Era stato lo stesso presidente americano Donald Trump
settimane fa a dare la scadenza del 2 febbraio, accusando Mosca
di aver ripetutamente violato quegli accordi. Accuse sempre
respinte dal Cremlino, che a sua volta ha ammonito la Casa
Bianca su una pericolosa ripresa della corsa alle armi nucleari.
   
La conferma della decisione di uscire dal trattato sarebbe
arrivata dopo il fallimento degli ultimi negoziati tra americani
e russi svoltisi nell’ultima settimana a Pechino. Tecnicamente
il ritiro dall’accordo Inf dopo l’annuncio dovrebbe scattare sei
mesi dopo. Questo – spiegano gli esperti – lascia qualche
speranza che lo storico trattato si possa ancora salvare con un
accordo in extremis tra Washington e Mosca.
   

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Venezuela: liberata attivista italiana – Ultima Ora


(ANSA) – ROMA, 31 GEN – L’attivista italiana arrestata nei
giorni scorsi in Venezuela durante le proteste dell’opposizione
è stata liberata, a quanto si apprende. Laura Beatriz Gallo, con
il doppio passaporto italiano e venezuelano, era stata arrestata
lo scorso 23 gennaio.
   
La liberazione di Gallo è stata annunciata da Alfredo Romero,
responsabile del Foro Penale, una associazione locale di
avvocati, che ha precisato che a Yaracuy, nel nord, sono stati
scarcerati anche 19 minorenni che erano stati arrestati lo
scorso 23 gennaio. La conferma è poi venuta dal giornalista
locale Said Gutierrez, che ha pubblicato su Twitter una foto
della Gallo mentre esce da un commissariato di polizia a Guama,
insieme a una avvocatessa che l’ha assistita. Gutierrez ha
segnalato che è stata scarcerata perché ha ottenuto l’arresto
domiciliare per motivi di salute.
   
Laura Gallo è madre di Gabriel Gallo, leader locale di
Volontà Popolare, il partito di Juan Guaidò, presidente del
Parlamento che si è proclamato presidente ad interim.
   

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Venezuela: liberata attivista italiana – Ultima Ora


(ANSA) – ROMA, 31 GEN – L’attivista italiana arrestata nei
giorni scorsi in Venezuela durante le proteste dell’opposizione
è stata liberata, a quanto si apprende. Laura Beatriz Gallo, con
il doppio passaporto italiano e venezuelano, era stata arrestata
lo scorso 23 gennaio.
   
La liberazione di Gallo è stata annunciata da Alfredo Romero,
responsabile del Foro Penale, una associazione locale di
avvocati, che ha precisato che a Yaracuy, nel nord, sono stati
scarcerati anche 19 minorenni che erano stati arrestati lo
scorso 23 gennaio. La conferma è poi venuta dal giornalista
locale Said Gutierrez, che ha pubblicato su Twitter una foto
della Gallo mentre esce da un commissariato di polizia a Guama,
insieme a una avvocatessa che l’ha assistita. Gutierrez ha
segnalato che è stata scarcerata perché ha ottenuto l’arresto
domiciliare per motivi di salute.
   
Laura Gallo è madre di Gabriel Gallo, leader locale di
Volontà Popolare, il partito di Juan Guaidò, presidente del
Parlamento che si è proclamato presidente ad interim.
   

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Etruria: bancarotta, condanna ex vertici



In rito abbreviato per quattro. Altri 27 imputati a processo

Venezuela: Guaidò, polizia è in casa mia – Ultima Ora


(ANSA) – CARACAS, 31 GEN – “In questo momento i Faes sono a
nella mia casa, stanno cercando Fabiana”: con queste parole Juan
Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano che ha assunto
i poteri dell’Esecutivo, ha interrotto un discorso programmatico
che stava pronunciando nella sede dell’Università di Caracas.
   
I Faes sono le Forze di intervento speciale, l’unità di elite
della polizia venezuelana, e Fabiana Rosales è la moglie di
Guaidò. Guaidò ha lasciato la sede universitaria per recarsi al
suo domicilio, accompagnato dalla moglie, che era insieme a lui
mentre presentava il Piano Paese, il programma che ha preparato
l’opposizione per il futuro del Venezuela.
   
Non è chiaro se gli uomini del Faes cercavano Guaidò o la
moglie, né se sia riuscita ad entrare nel loro appartamento, nel
quartiere di Santa Fe.
   
Su Twitter, il presidente del Parlamento ha avvertito che
considererà il “cittadino Nicolas Maduro” responsabile per
qualsiasi cosa possa succedere a suo figlio, che ha 20 mesi.
   

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